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Perché lo smartphone a 12 anni può aumentare il rischio di disturbi alimentari: lo studio dell’Università della California su 9mila ragazzi

05 Ottobre 2026 - 17:18 Michela De Marchi Giusto
Secondo lo studio americano, c'è un collegamento tra uso dello smartphone e disturbi alimentari
In Italia solo un ragazzo su dieci non ha un telefono alle medie. Mentre tre milioni di bambini manifestano i sintomi di «disagi alimentari» tra 8 e 9 anni: cosa dice la ricerca
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Ricevere il primo telefono a 12 anni aumenta dell’8% il rischio di sviluppare disturbi del comportamento alimentare (DCA). È la conclusione di una ricerca dell’Università della California a San Francisco, pubblicato lo scorso 25 settembre sulla rivista Jama Network Open e ripreso dal Washington Post e da Repubblica. Gli autori hanno analizzato gli atteggiamenti di circa 9mila adolescenti tra i 12 e i 14 anni, inseriti nell’Adolescent Brain Cognitive Development Study, un progetto statunitense che segue nel tempo lo sviluppo cerebrale e la salute di bambini e ragazzi.

I risultati, secondo gli esperti, parlano chiaro: c’è un collegamento tra l’uso precoce del primo telefono e la comparsa di sintomi di DCA, tra cui abbuffate, uso di lassativi, misurazione del peso e la paura di ingrassare. Tra i dodicenni che già possedevano uno smartphone, il 24% mostrava almeno uno di questi segnali, contro il 16% di chi ne era ancora senza.

In Italia il telefono il seconda media e DCA già a 8 anni

La ricerca ha anche una lettura italiana. Secondo l’Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche (Inapp), il primo telefono arriva in età sempre più precoce: alle medie, solo un ragazzo su dieci non ne possiede uno. E il dato si collega a quello fornito dalla Società italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza: già tra gli 8 e i 9 anni circa tre milioni di bambini manifestino qualche forma di disagio alimentare.

Il filtro sui social: diete e pratiche estreme consigliate ai più piccoli

Il filo che lega smartphone e DCA passa soprattutto dai social network. Si inizia con leggere o ricevere commenti sul peso e sull’aspetto, arrivando poi a un auto-oggettificazione, giudicando il proprio corpo come se fosse un oggetto esterno. Infine, si mettono in pratica consigli o abitudini estreme, date da persone non esperte. E gli utenti più giovani sembrano essere maggiormente esposti a contenuti del genere. Lo conferma un esperimento del Center for Countering Digital Hate del 2022: creati su TikTok dei profili di tredicenni fittizi, nel giro di pochi minuti l’algoritmo proponeva video su dieta, benessere e perfino pratiche dannose come il digiuno prolungato per più giorni.

A che età il primo telefono

Intanto sempre più Paesi valutano di fissare un’età minima per i social e per il primo cellulare. Per esempio Australia, Francia e Regno Unito hanno già introdotto dei divieti, mentre Spagna, Italia e in generale l’Unione Europea ne stanno discutendo. Lo studio dell’Università della California non indica un’età ideale, ma lascia due messaggi chiari. Le famiglie dovrebbero ragionare sul momento adatto per regalare un telefono al proprio figlio, mentre i medici dovrebbero includere il possesso dello smartphone tra i fattori di rischio quando valutano casi di DCA o problemi di salute mentale.

Foto di copertina: UNSPLASH / ANDREY K

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