Riscaldamento, quando si possono accendere i termosifoni? Date e orari città per città – La mappa
L’autunno è cominciato da qualche settimana, anche se dalle temperature non si direbbe. Ma ora che l’estate sembra davvero che stia per lasciare il passo alla stagione fredda, c’è una domanda che torna puntuale come ogni anno: quando si possono accendere i riscaldamenti? La risposta, come sempre, non è uguale per tutti. La normativa italiana divide il territorio in sei zone climatiche, dalla A alla F, e prevede per ciascuna un periodo massimo di funzionamento e un numero massimo di ore al giorno. La prima data da segnare sul calendario è quella del 15 ottobre, quando possono essere accesi gli impianti nei Comuni appartenenti alla zona climatica E, che comprende gran parte delle città del Nord.
Le date zona per zona
Il calendario previsto dalla normativa nazionale è questo:
| Zona climatica | Quando si può accendere il riscaldamento | Fino a quando | Ore massime di accensione al giorno |
|---|---|---|---|
| Zona A | 1° dicembre | 15 marzo | 6 ore |
| Zona B | 1° dicembre | 31 marzo | 8 ore |
| Zona C | 15 novembre | 31 marzo | 10 ore |
| Zona D | 1° novembre | 15 aprile | 12 ore |
| Zona E | 15 ottobre | 15 aprile | 14 ore |
| Zona F | Nessun limite | Nessun limite | Nessun limite |
Le fasce orarie non devono necessariamente essere consecutive: le ore massime giornaliere possono essere distribuite nell’arco della giornata. Per le zone dalla A alla E, il funzionamento degli impianti deve comunque essere compreso tra le 5 e le 23.
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Dal 15 ottobre tocca alla zona E
A partire dal 15 ottobre 2026 si potranno accendere i termosifoni nei Comuni della zona E, che comprende gran parte del Nord Italia e diverse aree montane del Centro e del Sud. In questa fascia il riscaldamento può rimanere acceso fino al 15 aprile 2027, per un massimo di 14 ore al giorno. Tra le città della zona E ci sono Milano, Torino, Bologna, Venezia, Verona, Trieste, Bergamo e Brescia.
Dal 1° novembre si aggiungono le città della zona D
Per chi vive in zona D, invece, bisognerà aspettare il 1° novembre. È il caso, tra gli altri, di Roma, Firenze, Genova, Ancona e molte città della Toscana. Qui il periodo di accensione arriva fino al 15 aprile 2027, con un massimo di 12 ore al giorno.
Dal 15 novembre la zona C, dal 1° dicembre anche A e B
Nelle zone climatiche A, B e C, il via libera arriva più tardi. In zona C – che comprende tra le altre Napoli, Bari e Lecce – i termosifoni possono essere accesi dal 15 novembre, per un massimo di 10 ore al giorno, fino al 31 marzo. In zona B – che comprende diverse località costiere del Sud e delle isole – l’accensione è prevista dal 1° dicembre al 31 marzo, per un massimo di 8 ore quotidiane. Infine, nella zona A, la fascia più mite, si parte il 1° dicembre e si arriva al 15 marzo, con un limite di 6 ore al giorno. La zona F, invece, non è soggetta a limitazioni nazionali né sul periodo di accensione né sul numero di ore giornaliere.
Quando possono intervenire i Comuni per modificare il calendario?
Se il freddo dovesse arrivare prima del previsto, e quindi in un periodo al di fuori di quello stabilito dalla normativa, gli impianti possono essere accesi in presenza di condizioni climatiche che ne giustifichino l’utilizzo, ma per una durata giornaliera non superiore alla metà di quella consentita durante l’inverno. I singoli Comuni, inoltre, possono intervenire con proprie ordinanze, anticipando o posticipando il periodo di accensione in presenza di comprovate esigenze legate alle condizioni climatiche o ad altre circostanze. Per questo, prima di accendere il riscaldamento, è sempre opportuno verificare eventuali disposizioni emanate dal proprio Comune di residenza o domicilio.
Il rinvio di due settimane deciso dall’Emilia-Romagna
In Emilia-Romagna, per esempio, la Regione ha disposto per la stagione 2026-2027 il posticipo al 1° novembre dell’accensione degli impianti di riscaldamento nei Comuni delle zone di Pianura Est, Pianura Ovest e dell’Agglomerato di Bologna. Una decisione che rientra nel pacchetto di misure compensative che la giunta di Michele De Pascale si è impegnata a mettere in atto per giustificare il rinvio del blocco alla circolazione delle auto diesel Euro 5. Restano, però, alcune esclusioni, tra cui quelle relative a ospedali, strutture assistenziali e scuole.
Qual è la temperatura massima consentita?
Le regole fissate a livello nazionale non riguardano soltanto quando si possono accendere i termosifoni, ma anche la temperatura degli ambienti. Per gli edifici a uso civile il limite è generalmente di 20 °C, con una tolleranza di 2 °C. Per gli edifici destinati ad attività industriali, artigianali e assimilabili il riferimento è invece di 18 °C, sempre con una tolleranza di 2 °C. Anche nel caso delle temperature, le ordinanze comunali o regionali possono introdurre regole più restrittive.




