7 ottobre, arresti Idf per terrorismo in Cisgiordania. Meloni e Mattarella: «Basta violenze, ora pace con due Stati» – La diretta
1.200 israeliani uccisi, oltre 250 rapiti, villaggi dati alle fiamme, donne stuprate e genitori freddati davanti ai propri figli. L’inizio di una guerra devastante. Israele e il mondo si fermano oggi per ricordare la strage del 7 ottobre 2023: l’operazione ordita dal capo di Hamas nella Striscia di Gaza Yahya Sinwar prevedeva l’invasione del sud di Israele da parte di centinaia di terroristi a bordo di moto, pick-up e deltaplani, con la «copertura» di una selva senza precedenti di circa 3mila missili sparati da Gaza. Andò a segno con una facilità di cui si stupirono tanti gli abitanti disperati dei kibbutz di confine quanto gli stessi miliziani di Hamas, che riprendevano tutto con le loro body-cam. Soltanto al festival musicale Nova, nella zona di Re’im, furono uccisi 364 ragazzi, altri 44 rapiti. Tre anni dopo, nel primo anniversario del 7 ottobre senza più ostaggi nella Striscia, Israele fa ancora i conti col dolore e la rabbia per la peggior strage nella storia del Paese, e con lo scaricabarile sulle responsabilità per gli allarmi ignorati o sottovalutati. Il premier Benjamin Netanyahu, atteso dalla sfida cruciale delle elezioni il 27 ottobre, ha negato le indiscrezioni di stampa, ribadendo di non essere mai stato avvertito della catastrofe in arrivo.
In copertina: Un momento della commemorazione delle vittime della strage al festival Nova – Re’im, Israele, 7 ottobre 2026 (Ansa/Epa – Atef Safadi)
Idf, arresti e interrogatori in Cisgiordania
L’esercito israeliano ha lanciato nella notte tra martedì e mercoledì diverse operazioni in tutta la Cisgiordania, arrestando e interrogando decine di ricercati, accusati di coinvolgimento in attività terroristiche e incitamento all’odio, tra cui l’espressione di sostegno a Hamas per la strage del 7 ottobre 2023. Lo riferisce il Times of Israel. L’agenzia di stampa Wafa riporta che l’esercito ha fatto irruzione in diverse abitazioni del villaggio di Beit Duqqu e in un quartiere di Gerusalemme Est.
Von der Leyen: «Mai più terrore come il 7 ottobre, il cessate il fuoco si tramuti in pace»
Mattarella: «Ingiustificabile il 7 ottobre, intollerabile la devastazione a Gaza»
Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ricorda in un messaggio la strage del 7 ottobre 2023 e prova a indicarne le lezioni. «Gli atti di terrorismo non potranno mai essere giustificati né archiviati. Resteranno, per tutti i popoli, un doloroso monito affinché siano per sempre condannate e respinte con fermezza, in Medio Oriente e nel mondo intero, le piaghe barbare e incivili del terrorismo, dell’antisemitismo e di ogni forma di odio su base etnica e religiosa», sottolinea il capo dello Stato.
«Gli atti ripugnanti che, con estrema e disumana crudeltà, furono commessi il 7 ottobre 2023 hanno riaperto nella regione una drammatica fase di instabilità e violenze», sottolinea ancora Mattarella. «Alle atroci sofferenze causate si aggiungono quelle che, ancor più da allora, gravano su moltitudini di palestinesi. Le operazioni militari condotte dalle forze israeliane a Gaza hanno provocato una devastazione umana e materiale di intollerabile gravità. Allo stesso tempo è inaccettabile il processo di erosione di territori attribuiti all’Autorità Nazionale Palestinese. La spirale di inaudita violenza va fermata, ricreando invece i presupposti, oggi profondamente compromessi, della convivenza tra israeliani e palestinesi nella prospettiva “Due Popoli, Due Stati”, per poter vivere pacificamente, fianco a fianco».
Meloni: «7 ottobre massacro ingiustificabile, ora pace con due Stati»
«Tre anni fa, il 7 ottobre 2023, gli attacchi terroristici di Hamas massacravano uomini, donne e bambini, aggredivano giovani riuniti per ascoltare musica, strappavano persone innocenti alle loro famiglie per trascinarle nella prigionia. Oggi ricordiamo le vittime di quella barbarie e rinnoviamo la nostra vicinanza ai loro cari, a chi ha subito l’orrore del sequestro e al popolo israeliano». Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ricorda in una nota l’anniversario della strage. «Il tempo trascorso – aggiunge la premier – non attenua la gravità di quei crimini. Nessuna causa può giustificare il massacro deliberato di innocenti. Ricordarlo significa anche rinnovare l’impegno contro ogni forma di antisemitismo».
Meloni ricollega poi quella strage alle conseguenze politiche militari e alla guerra di Gaza. «Proprio in nome della tutela di tutta la popolazione civile coinvolta, non possiamo restare indifferenti davanti alle drammatiche e inaccettabili sofferenze degli abitanti di Gaza o alla violenza crescente di cui sono vittime i civili palestinesi in Cisgiordania. La spirale di violenza deve essere interrotta», ribadisce la premier. «L’Italia – conclude – continuerà a lavorare per una pace che garantisca agli israeliani sicurezza e ai palestinesi un futuro di libertà e dignità, nella prospettiva di due Stati che vivano l’uno accanto all’altro all’interno di confini riconosciuti. Un futuro nel quale il terrorismo non abbia spazio e nessun bambino debba crescere nella paura e nell’odio».
Macron: «Attacchi barbari di Hamas, ora pace e sicurezza»
Il presidente francese Emmanuel Macron è tra i primi leader mondiali a ricordare l’eccidio del 7 ottobre. «Tre anni che gli attacchi terroristici barbari di Hamas sono costati la vita a oltre 1.200 persone, di cui 51 compatrioti. Tre anni che condividiamo il dolore dello Stato di Israele e delle famiglie in lutto», scrive il capo dell’Eliseo, indicando ora gli obiettivi dell’azione politica: «Combattere l’antisemitismo e il terrorismo, dovunque e sempre, lavorare per la pace e la sicurezza di tutti: ecco l’impegno della Francia». E il suo ministro degli Esteri Jean-Noel Barrot fa sapere di essere in Israele per l’anniversario.
Israele, il minuto di silenzio all'alba dei famigliari delle vittime
I familiari delle vittime della strage del 7 ottobre hanno osservato all’alba un minuto di silenzio nei luoghi del sud di Israele presi d’assalto da Hamas esattamente tre anni fa. Dal kibbutz di Kfar Aza al sito del festival musicale Nova, i familiari hanno chinato il capo alle 6.29 ora locale (le 5.29 in Italia), ora dell’inizio dell’assalto dei terroristi, circondati dai ritratti delle vittime davanti ai quali erano stati deposti dei fiori.

