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Guido Gianni, chi è il gioielliere che ha ottenuto la grazia: la rapina e il duplice omicidio. La moglie: «È il mio eroe»

07 Ottobre 2026 - 23:31 Alba Romano
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Il Capo dello Stato ha concesso la grazia parziale al gioielliere di Nicolosi, condannato a 12 anni e 4 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo. La donna: «Fino a ieri piangevo di dolore, oggi di gioia»
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«Ringrazio il presidente Sergio Mattarella per la grazia, anche se parziale. Per me è il mio eroe, mi ha salvato la vita mentre subivo violenza». Con queste parole Maria Angela Distefano, intervistata dall’Ansa, ha commentato la decisione del Capo dello Stato di concedere la grazia al marito, Guido Gianni, oggi 66 anni, condannato a 12 anni e 4 mesi di reclusione per aver ucciso due banditi e ferito un terzo durante un tentativo di rapina nella sua gioielleria di Nicolosi, in provincia di Catania.

«Fino a ieri piangevo lacrime di dolore, oggi di gioia», ha aggiunto la donna. «Penso a lui e a quello che ha passato, adesso spero di poterlo vedere tornare presto libero». Alla domanda sulla condanna inflitta al marito ha preferito non rispondere: «Mi interessa vedere mio marito a casa». Ha ricordato la raccolta firme da lei promossa per ottenere la grazia, senza aggiungere altro. Ha spiegato inoltre di aver parlato con l’avvocato e di essere in attesa dell’esito dei «conteggi» sugli anni ancora da scontare e su quelli condonati.

La petizione per la grazia

Era stata proprio lei, nel 2022, a lanciare su Change.org una petizione per chiedere la grazia. Mattarella l’ha ora concessa in forma parziale. Il provvedimento estingue tre anni e due mesi di reclusione, dopo una pena già scontata di cinque anni e tre mesi. Il gioielliere dovrà quindi espiare un residuo inferiore a quattro anni, soglia che consente al Tribunale di sorveglianza di valutare l’eventuale affidamento in prova ai servizi sociali.

Il nodo della «legittima difesa» e la condanna

All’inizio dell’inchiesta Gianni era stato indagato per omicidio con l’ipotesi della legittima difesa. Nel corso dei vari gradi di giudizio, secondo la ricostruzione dei periti, il gioielliere, dopo una colluttazione con i banditi, li avrebbe feriti, ma i colpi mortali sarebbero stati esplosi mentre i rapinatori fuggivano. La pubblica accusa aveva chiesto una condanna a 17 anni.

L’uomo ha sempre sostenuto di non aver capito che l’arma dei malviventi, una copia perfetta di una calibro 9, fosse in realtà un giocattolo. Ha confermato di aver sparato due colpi in aria a scopo intimidatorio, come aveva già fatto nel dicembre 1999 per sventare un’analoga rapina, ma questa volta i banditi, invece di fuggire, gli puntarono la pistola alla gola. «Ho sparato per difendere la vita di mia moglie e la mia, ho difeso la mia famiglia, non volevo uccidere», disse Gianni agli investigatori.

Foto copertina: ANSA/ORIETTA SCARDINO | Nella combo il luogo dove è avvenuta la tentata rapina al gioielliere, Guido Gianni (nella foto in alto a sinistra), che per difenersi uccise due banditi e ne ferì un terzo, 7 ottobre 2026

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