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Usa l’intelligenza artificiale per pianificare l’escursione, 16enne rimane bloccato su un dirupo: recuperato dai soccorritori

07 Ottobre 2026 - 19:42 Costanza Saporito
Soccorsi su montagna a Vancouver
È accaduto in Canada. L'escursionista, un ragazzo di 16 anni, è stato soccorso sabato scorso dai volontari della North Shore Rescue con l'elicottero. Non è un caso isolato: i precedenti
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Un escursionista 16enne è stato soccorso sabato scorso dopo essere rimasto bloccato alla base di una parete rocciosa sul Crown Mountain, a una quarantina di minuti d’auto a nord di Vancouver, in Canada. Per pianificare l’itinerario si era affidato all’intelligenza artificiale. Il giovane è stato salvato dall’intervento in elicottero dei volontari della North Shore Rescue che stavano svolgendo un’esercitazione proprio su quella montagna.

Come mai l’escursionista 16enne è rimasto bloccato sul dirupo

L’escursione era iniziata intorno alle 8 del mattino da Grouse Mountain. Il ragazzo puntava a raggiungere la cima di Crown Mountain, risalendo attraverso un canalone. A un certo punto, però, secondo la ricostruzione di Paul Markey, responsabile delle ricerche del soccorso locale, seguendo le indicazioni dell’Ai, avrebbe perso la traccia escursionistica, ritrovandosi su un ripido terreno di arrampicata e finendo per bloccarsi alla base di un dirupo lungo la via alpinistica nota come «Widowmaker». Intorno alle 15:30 è scattata la chiamata d’emergenza e i soccorritori, che avevano trascorso la mattina in addestramento su quella montagna, hanno contattato il giovane per localizzarlo con esattezza. Poi, due di loro sono stati calati con il verricello per imbracarlo e sollevarlo a bordo del velivolo, riportandolo alla base vicino alla diga di Cleveland prima delle 18:30.

Il resoconto dei soccorritori su Facebook

In un resoconto pubblicato su Facebook hanno in seguito raccontato che al loro arrivo il ragazzo era terrorizzato e «temeva decisamente per la sua vita». Per Markey, l’errore di calcolo del chatbot sarebbe potuto essere fatale perché ha messo il 16enne «in una situazione che andava oltre le sue capacità e le cose sarebbero potute degenerare piuttosto in fretta». Per questo Markey ha voluto lanciare un messaggio, insistendo sulla necessità di mettere in discussione le risposte fornite dall’Ai: «Siate cauti quando ottenete percorsi e informazioni suggeriti dall’intelligenza artificiale. Dovete capire se le informazioni date dall’Ai hanno senso oppure no».

Non si tratta di un caso isolato: i precedenti

L’incidente avvenuto sulle montagne canadesi non è un caso isolato. Mentre le grandi aziende tecnologiche spingono per un uso sempre più esteso dell’intelligenza artificiale nella vita quotidiana, episodi di questo tipo sono in aumento. Appena un mese fa, in California, tre giovani erano rimasti bloccati sul Mount Shasta: arrivati in vetta alle 19, avevano deciso di scendere al buio e si erano persi. Uno di loro era caduto e si era ferito a un ginocchio. Dopo il soccorso, avevano spiegato a un agente di aver fatto ampio affidamento su Gemini, il chatbot di Google, ricevendo stime errate sulle necessità di cibo e acqua da portare, il che aveva trasformato una gita di otto ore in un’odissea di più giorni.

A luglio un episodio simile si era verificato in Europa quando due escursionisti lituani chiesero aiuto al soccorso alpino dopo essere rimasti bloccati su terreno da arrampicata sotto la cima della Niebieska Turnia, nel sud della Polonia: avevano tentato una scorciatoia verso la Valle dei Cinque Laghi suggerita da ChatGPT. Anche loro erano stati evacuati in elicottero. Inoltre nel 2025, proprio in Canada, nella British Columbia, due escursionisti, seguendo un itinerario pianificato con ChatGPT, erano finiti bloccati sull’Unnecessary Mountain, dopo essersi avventurati senza tenere conto del meteo e senza attrezzatura adatta ai sentieri innevati.

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