Eurogruppo, Dombrovskis frena sulla flessibilità. Giorgetti insiste: «Siamo fiduciosi di un’intesa con Bruxelles»
«Oggi ho discusso della situazione sia con il ministro Pierrakakis che con il ministro Giorgetti. All’interno del quadro di bilancio esistono elementi che già offrono un sostegno e tengono conto dell’impatto di un’inflazione più elevata sulla traiettoria di crescita della spesa netta», ha precisato il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis nella conferenza stampa al termine dell’Eurogruppo, «Approfondiremo la questione e, come ho già sottolineato, anche la Commissione continuerà a seguire da vicino gli sviluppi per proporre, se necessario, le opportune misure di risposta». Ma le trattative sulla flessibilità di bilancio e sul contrasto al caro energia hanno evidenziato una distanza dialettica tra le rigide garanzie richieste da Bruxelles e le istanze di flessibilità avanzate da Roma. Dombrovskis ha frenato sulla concessione di nuovi margini di manovra: «Non possiamo continuare a introdurre nuove forme di flessibilità fiscale, perché ciò potrebbe mettere in dubbio la nostra determinazione collettiva nel rispettare le regole in un momento in cui la credibilità rappresenta una risorsa fondamentale».
Quanto ai sostegni per far fronte al rincaro dei prezzi energetici in vista della stagione invernale, la Commissione ribadisce che gli aiuti dovranno essere strettamente mirati alle fasce più vulnerabili: interventi generalizzati rischierebbero di essere insostenibili per i conti pubblici e di alimentare ulteriormente l’inflazione.
L’ottimismo di Giorgetti, nonostante il freno dell’Eurogruppo
Nonostante la cautela di Bruxelles e le consuete riserve espresse dai Paesi “frugali”, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti si è detto fiducioso al termine del vertice. «Siamo fiduciosi che le buone ragioni tecniche potranno, con gli opportuni approfondimenti e le adeguate forme, trovare la corretta interpretazione delle regole anche all’interno della clausola energia già approvata con decisioni coerenti con la sostenibilità della finanza pubblica». L’intento dell’esecutivo è far valere le proprie ragioni tecniche affinché le spese legate alla crisi energetica possano rientrare nei margini della clausola di salvaguardia già prevista.
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Nel mentre, un portavoce dell’Ue ha confermato di aver ricevuto dall’Italia, l’11 settembre scorso, una richiesta di attivazione della clausola di salvaguarda e che questa richiesta «effettivamente non mette a rischio la sostenibilità fiscale nel medio termine», pertanto «la valutazione è positiva». «Ora il fascicolo passa al Consiglio, – ha spiegato – che avrà un mese di tempo per dare il via libera definitivo, solo allora la clausola potrà essere ufficialmente attivata per l’Italia».

