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Francia, Raphaël Glucksmann vince le primarie del centrosinistra e punta all’Eliseo. Chi è e cosa dicono i sondaggi

11 Ottobre 2026 - 19:31 Simone Disegni
Il leader di Place Publique s'impone alle primarie del centrosinistra francese con oltre il 66% dei voti: via alla campagna per il voto di aprile 2027
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Sarà Raphaël Glucksmann il candidato del centrosinistra francesi alle elezioni presidenziali, in programma ad aprile 2027. Il leader del movimento Place publique ha infatti stravinto domenica le primarie della sinistra socialdemocratica. Con il 66,13% dei voti, Glucksmann ipoteca la candidatura all’Eliseo al primo turno. Abissale la distanza con gli altri candidati: il segretario del Partito socialista Olivier Faure ha raccolto appena il 14,48% dei voti; terza la già candidata all’Eliseo (nel 2007) Ségolène Royal, col 7,62% dei voti. Alle primarie del centrosinistra, alle quali hanno partecipato secondo gli organizzatori poco più di 120mila persone, non ha partecipato l’ex presidente francese François Hollande, che da mesi prepara però un possibile ritorno in campo. La decisione arriverà «a dicembre», ha fatto sapere nei giorni scorsi. Ora però l’affermazione netta di Glucksmann lo proietta come candidato forte dell’area progressista in vista delle elezioni 2027 per la successione all’Eliseo a Emmanuel Macron.

Chi è Raphaël Glucksmann

47 anni, figlio del noto filosofo André Glucksmann, il neo-candidato ufficiale all’Eliseo è stato giornalista e scrittore prima di darsi alla politica. Dopo un’esperienza da consigliere speciale del presidente georgiano Mihkail Saakachvili (2009-2012), è diventato noto in Francia soprattutto per aver co-fondato e diretto inizialmente (dal 2018) la rivista Nouveau Magazine littéraire. Dopo essersene allontanato per dissidi sulla linea editoriale, Glucksmann ha fondato il movimento Place Publique, con l’obiettivo di riunire le forze francesi di centrosinistra. Nel 2019 viene eletto per la prima volta al Parlamento europeo. Cinque anni dopo, alle Europee 2024 che segnano l’exploit del Rassemblement National, guida la lista comune col PS al successo: col 13,83% dei voti arriva terzo, dietro di un soffio alla lista ispirata da Emmanuel Macron. Da allora il nome di Glucksmann viene fatto a più riprese come possibile premier di un governo di centrosinistra. Macron però punta su altre fiches, e lui costruisce passo a passo il percorso verso la sua candidatura all’Eliseo.

Le battaglie politiche e la chiusura alla France Insoumise

Glucksmann si iscrive nel solco politico socialdemocratico ma rispetto alla tradizione francese del PS si fa notare per un impegno pro-europeo più fervente. È da sempre convinto sostenitore dell’Ucraina contro l’invasione russa. Ha posizioni critiche su Israele ma meno radicali di quelle di molti altri esponenti della sinistra francese. Proprio nell’ultimo dibattito tv tra i candidati alle primarie del centrosinistra, Glucksmann si era scontrato duramente con Ségolène Royal sull’uso del termine «genocidio» per descrivere le azioni israeliane a Gaza e sul rapporto tra sinistra e comunità ebraica francese. Sul piano politico, non a caso, il leader di Place Publique ha sempre escluso qualsiasi collaborazione con la sinistra radicale della France Insoumise guidata da Jean-Luc Mélenchon. «L’unione non fa la forza: bisogna creare una forza potente per riunire gli elettori», ha detto Glucksmann venerdì a Libération.

Cosa dicono i sondaggi

Secondo l’ultimo sondaggio diffuso da Ifop, se si votasse oggi per le presidenziali francesi Marine Le Pen sarebbe di gran lunga la favorita, con il 31% dei voti. Molto più indietro gli altri candidati: Edouard Philippe (centrodestra) avrebbe il 15% e Mélenchon il 14, Raphaël Glucksmann il 9, l’ex premier macroniano Gabriel Attal il 7, l’ex ministro degli Interni Repubblicano Bruno Retailleau il 5 %. Tenendo conto del doppio turno che regola le elezioni presidenziali in Francia, di fatto si tratta al momento di una competizione alla rincorsa del Rassemblement National per conquistare la seconda posizione e sfidare Marine Le Pen al ballottaggio. Sperando per l’ennesima volta nell’effetto barrage per sbarrare la strada al successo della leader dell’ex (?) estrema destra del Front National.

Foto di copertina: Ansa/Epa – Teresa Suarez

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