Tensione a Montecitorio: Dori trascina Fontana alla Consulta sul caso Delmastro, FdI attacca: «Rapporto di fiducia compromesso»
Devis Dori, presidente della Giunta per le Autorizzazioni della Camera, ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale per conflitto di attribuzione contro la decisione del presidente della Camera Lorenzo Fontana di impedire all’organo collegiale di Montecitorio di visionare le chat tra Andrea Delmastro Delle Vedove e l’ex prestanome del clan Senese Mauro Caroccia nell’ambito dell’inchiesta sulla “Bisteccheria d’Italia”.
Lo scorso 31 luglio, infatti, gli uffici di Montecitorio, su indicazione di Fontana, avevano negato a Dori e a cinque deputati di opposizione l’accesso alle chat, provocando un loro sit-in di due ore nella sala della Giunta. In seguito, il 5 agosto, al termine di una votazione molto accesa, l’aula aveva negato, con 206 sì e 133 no a scrutinio segreto, l’acquisizione delle chat tra Delmastro e Caroccia, ritenute dalla procura di Roma «necessarie» agli accertamenti antimafia sul presunto prestanome del clan Senese.
Il ricorso presentato da Devis Dori contro la decisione del presidente della Camera Lorenzo Fontana
Adesso Dori chiede che sia «ristabilito il corretto riparto delle competenze costituzionali fra la presidenza della Camera, la Giunta delle autorizzazioni, il presidente di essa e ed i relativi membri, a seguito dell’impedimento – senza precedenti – opposto dal presidente della Camera al presidente della Giunta per le autorizzazioni di prendere visione di materiale inviato dalla Procura di Roma e riguardante potenziale corrispondenza dell’onorevole Delmastro Delle Vedove, che avrebbe dovuto essere acquisita ai sensi dell’art. 68, comma terzo, della Costituzione».
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Nel ricorso, anticipato dal Fatto Quotidiano e visionato da LaPresse, si legge che «Il presente conflitto denuncia la menomazione, grave e manifesta, delle attribuzioni che individualmente competono all’onorevole Dori sia in quanto deputato e membro della Giunta per le autorizzazioni, sia come presidente della stessa, circa l’accesso ai materiali trasmessi dall’autorità giudiziaria nell’ambito di richieste ex art. 68, commi secondo e terzo, della Costituzione».
Le dichiarazioni a LaPresse di Dario Iaia, capogruppo FdI in Giunta Autorizzazioni
A LaPresse di Dario Iaia, capogruppo di FdI in Giunta Autorizzazioni, dichiara che Dori avrebbe agito in autonomia. Del ricorso «non sapevamo nulla. Il che non mi sembra normale. Certamente sarebbe stato corretto dal punto di vista istituzionale informare quanto meno l’ufficio di presidenza di un’iniziativa di questo tipo».
Iaia ha espresso inoltre dubbi sulla legittimità giuridica del ricorso presentato: «È da approfondire l’aspetto della legittimazione attiva del presidente ad agire in autonomia, non essendo egli stesso espressione di un organo monocratico. A questo punto, già nel prossimo Ufficio di Presidenza, chiederemo formalmente che venga messa a disposizione della Giunta copia del ricorso per poter fare le dovute valutazioni anche perché, nel momento in cui il presidente Fontana dovesse costituirsi, ci si potrebbe trovare di fronte alla situazione paradossale in cui la Giunta sarebbe chiamata ad esprimere un parere in merito ad ricorso presentato dal suo stesso presidente».
Infine, su Dori: «Bisognerà anche capire quanto il presidente potrà ricoprire ancora quella carica e quanto invece il rapporto di fiducia possa ritenersi compromesso, perché non appare e non è assolutamente più figura imparziale e non è la prima volta che ciò accade».

