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Delmastro, il centrodestra rimanda il caso in Aula: le chat restano inaccessibili. Si accelera sul voto finale

04 Agosto 2026 - 19:11 Luca Graziani
La Giunta per le Autorizzazioni della Camera dei Deputati riunita sul caso Delmastro
La Giunta per le Autorizzazioni della Camera dei Deputati riunita sul caso Delmastro
Il presidente della Giunta Devis Dori evita di mettere ai voti l’accesso ai documenti, su cui la maggioranza aveva i numeri per imporsi. Bocciati anche i nuovi approfondimenti dopo la lettera del procuratore Lo Voi. L'ultimo no potrebbe arrivare già a domani
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Le chat tra Andrea Delmastro e Mauro Caroccia resteranno inaccessibili anche ai componenti della Giunta per le autorizzazioni. Il presidente Devis Dori di Avs, consapevole di non avere i numeri per prevalere, ha deciso di non mettere ai voti la possibilità di leggerle, per evitare che sia una maggioranza parlamentare a stabilire quali documenti possano conoscere i membri dell’organo di garanzia. Il centrodestra ha invece bocciato i nuovi approfondimenti che avrebbero consentito di esaminare il materiale trasmesso dalla Procura di Roma. Al di là dei tecnicismi, il risultato è che le conversazioni non verranno lette e il caso passerà direttamente all’Aula, chiamata a esprimersi forse già domani.

La scelta del presidente della Giunta

«Come presidente di questo organismo ho scelto di non mettere ai voti la scelta sull’accesso e la consultabilità delle chat per non creare un precedente pericoloso», ha spiegato Dori al termine della seduta. «La Giunta è un organo di garanzia che non può affidare alle maggioranze di turno decisioni sensibili». Pur non avendo votato direttamente contro la possibilità per i commissari di vedere i documenti, la maggioranza ha comunque respinto la proposta di riaprire l’istruttoria dopo la lettera inviata la scorsa settimana dal procuratore capo Francesco Lo Voi al presidente della Camera Lorenzo Fontana. Era l’unica strada rimasta per acquisire ed esaminare il nuovo materiale. «Col voto della maggioranza di negare l’integrazione istruttoria diventa pertanto impossibile visionare il contenuto della documentazione inviata dalla Procura di Roma», ha sottolineato Dori.

L’ultima parola passa ora all’Assemblea di Montecitorio, che dovrà pronunciarsi sulla relazione già approvata nelle scorse settimane dalla Giunta. Il documento, firmato dal deputato di Forza Italia Pietro Pittalis, propone di negare alla Procura l’autorizzazione a utilizzare la corrispondenza dell’ex sottosegretario alla Giustizia di Fratelli d’Italia. Il voto, inizialmente previsto per giovedì, secondo quanto si apprende da più fonti parlamentari potrebbe essere anticipato già a domani.

Perché le chat non verranno lette

La vicenda riguarda le conversazioni tra Delmastro e Mauro Caroccia, coinvolto nell’inchiesta sul ristorante Bisteccheria Italia e ritenuto dagli inquirenti un prestanome del clan Senese. Prima del passaggio in Aula Lo Voi aveva scritto a Fontana dopo che il legale di Caroccia aveva depositato una memoria con alcuni scambi con Delmastro. La tesi della difesa è che quelle conversazioni possano ridimensionare l’accusa: Caroccia avrebbe agito non per conto del clan Senese, ma nell’interesse dell’allora sottosegretario di Fratelli d’Italia. Senza il via libera della Camera, però, la Procura non può acquisire il telefono e verificare l’origine, la completezza e l’integrità dei messaggi, né accertare se quelli prodotti dalla difesa corrispondano effettivamente alle conversazioni conservate sul dispositivo.

Dori aveva quindi chiesto di poter visionare i documenti, scatenando le proteste della maggioranza. Il presidente, è stata la tesi del centrodestra, non poteva decidere autonomamente di mettere il materiale a disposizione degli altri commissari. Il caso era così finito davanti alla Giunta per il Regolamento. Ieri sera l’organismo presieduto da Fontana aveva stabilito, con sette voti contro sei, che la decisione sull’accessibilità dei documenti spettasse alla Giunta per le autorizzazioni nella sua composizione plenaria, riunitasi oggi, 4 agosto. In questo formato, il centrodestra dispone di 13 componenti su 21. Da qui la scelta di Dori, evitare il voto. Il confronto si è quindi spostato sulla possibilità di riaprire l’istruttoria, poi bocciata dalla maggioranza.

L’ipotesi del voto in Aula già domani

Durante la pausa, necessaria per consentire ai deputati di partecipare alle votazioni dell’Aula, era già emerso l’orientamento della maggioranza: nessuna riapertura del caso e restituzione al presidente della Camera dei documenti arrivati dalla Procura, perché vengano ritrasmessi agli uffici giudiziari. Il centrodestra punta ora a chiudere il dossier prima della pausa estiva. I deputati dovranno dunque decidere se autorizzare la Procura a utilizzare la corrispondenza, senza che il nuovo materiale trasmesso da Lo Voi sia stato visionato dalla Giunta incaricata di preparare la decisione dell’Assemblea.

La difesa di Forza Italia e i dubbi su Azione

Il centrodestra respinge ogni accusa di voler occultare le conversazioni e sostiene che il materiale trasmesso dalla Procura non modificasse gli elementi già valutati dalla Giunta. Il capogruppo di Forza Italia alla Camera Enrico Costa sottolinea che la documentazione era arrivata a Montecitorio «un’ora prima della votazione» prevista in Aula. Riaprire l’istruttoria, secondo Costa, avrebbe creato un precedente che consentirebbe a chiunque sia coinvolto in un procedimento parlamentare di presentare nuovi atti all’ultimo momento per rinviare la decisione. Per il relatore Pittalis, le chat «non aggiungono né tolgono nulla» rispetto alla relazione già approvata. Diversamente, sostiene il deputato azzurro, si rischierebbe «una sorta di iniziativa esplorativa» e l’acquisizione di «chat a strascico» capaci di coinvolgere persone estranee alla vicenda.

E mentre il caso si prepara a tornare in Aula, continua lo scontro sull’assenza di Azione durante il voto di ieri sera. Il deputato Antonio D’Alessio aveva abbandonato la riunione prima della conta finale, attirandosi l’accusa di Angelo Bonelli di aver fatto «un bel favore a Giorgia». D’Alessio ha poi spiegato invece di essere stato costretto ad allontanarsi per «un imprevisto di natura personale e familiare», precisando che il suo voto non sarebbe stato comunque decisivo: in caso di parità, sarebbe intervenuto quello del presidente della Camera. «Azione voterà perché si autorizzi la pubblicazione delle chat di Delmastro», assicura. Gli fa eco il capogruppo Matteo Richetti, che ribadisce la linea del partito di Carlo Calenda: favorevole al loro utilizzo «senza se e senza ma». 

Le opposizioni valutano il ricorso alla Consulta

La vicenda però potrebbe non chiudersi con il no della Camera. I partiti di opposizione stanno valutando in queste ore la possibilità che i propri componenti della Giunta sollevino davanti alla Corte costituzionale un conflitto di attribuzione, sostenendo che sia stato leso il loro diritto a conoscere la documentazione sulla quale l’organismo era chiamato a svolgere l’istruttoria. Un’iniziativa che, non è escluso, potrebbe essere valutata anche dalla Procura di Roma.

FOTO: La Giunta per le Autorizzazioni della Camera dei Deputati riunita sul caso Delmastro, ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

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