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Garlasco, la perizia su Alberto Stasi «è stata chiesta dal generale Garofano»

12 Ottobre 2026 - 07:41 Alessandro D’Amato
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Il documento di Bramante e gli interrogatori di Pavia. Intanto Sempio si prepara alla richiesta di rinvio a giudizio
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La “valutazione psicologica” su Alberto Stasi che si trovava nel fascicolo dei Ris di Parma su Garlasco è stata chiesta da Luciano Garofano. Lo scrive Libero in un articolo a firma di Luca Fazzo riportando anche un virgolettato del generale dei Ris in pensione: «Mi incuriosiva la figura di Stasi», ha spiegato Garofano, «allora ho chiesto a una psicologa mia amica di fare una sua valutazione». La criminologa Alessandra Bramante ha quindi scritto il suo documento al di fuori delle autorizzazioni della procura. E per scriverla deve aver letto per forza anche atti coperti allora da segreto istruttorio. Come i verbali dell’interrogatorio del fidanzato di Chiara Poggi.

La valutazione

La perizia non è stata ovviamente depositata ma è rimasta dentro al fascicolo dei Ris numer 3306 del 2007. I due ufficiali che compiono le analisi, Alberto Marino e Aldo Mattei, sulla carta agiscono alle dirette dipendenze della pm Rosa Muscio che li ha nominati suoi consulenti. Eppure «quando è arrivato Garofano ha preso in mano tutto lui», dice il suo vice di allora, Marco Pizzamiglio, quando il 25 settembre scorso viene interrogato da Civardi e dai suoi pm. Secondo le carte degli interrogatori Marino aveva anche avvisato Garofano degli esami del 20 settembre 2007 che smentivan quelli del giorno prima sui pedali della bici di Stasi.

L’esito dubbio sui pedali

Dell’esito di quei risultati la sezione biologia del Ris discusse a lungo. Lo ha detto il colonnello Alessandro Coli interrogato il 17 settembre: «C’era un esito dubbio sui pedali», «su questi pedali dove era stato ottenuto del Dna poi non era stato più ottenuto dai successivi controlli», «lo ricordo come una cosa un po’ strana, non c’era praticamente Dna, e mi sembrava un’anomalia perché pensare che con un primo tampone si fosse asportato tutto non la vedevo una cosa coerente». Sempre secondo Coli il fatto «era uscito perché si parlava, era una voce di laboratorio», «sicuramente un dibattito si sarà aperto più che altro tra di noi internamente».

Il team di Sempio

Intanto il team difensivo di Andrea Sempio si riunirà ancora oggi per valutare le risposte da dare entro domenica 18 ottobre alle relazioni della procura. Che sta preparando la richiesta di rinvio a giudizio. Il Gip dovrebbe fissare l’udienza anche se la data dipende anche dell’eventuale revisione della condanna di Stasi per lo stesso delitto. Sospensione auspicata dall’avvocato Cataliotti, che ha già anticipato che, se sarà necessario, interpellerà al riguardo, ponendo eccezione, anche la Corte Costituzionale.

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