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Riscatto della laurea, quanto costa nel 2026 e quando conviene: i casi in cui si rischia di andare in pensione più tardi

12 Ottobre 2026 - 22:21 Antonia Verderosa
riscatto laurea quando conviene e quando è una trappola
Per riscattare cinque anni di università servono oltre 31mila euro. Ma non sempre significa lasciare prima il lavoro: secondo le simulazioni pubblicate dal Corriere della Sera, in alcuni casi il pensionamento può slittare di oltre tre anni
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Riscattare cinque anni di università costa oggi oltre 31mila euro. Una cifra che può consentire di anticipare la pensione, ma che in alcuni casi rischia di trasformarsi in una spesa inutile. O addirittura controproducente: c’è chi, dopo aver pagato per recuperare gli anni di studio, potrebbe ritrovarsi ad andare in pensione più tardi. È quanto emerge da un’analisi del Corriere della Sera, che ha confrontato diversi profili di lavoratori in base all’età, al reddito e alla storia contributiva.

Pensioni, perché conta l’età in cui si è iniziato a lavorare

Il riscatto della laurea permette di trasformare gli anni trascorsi all’università in contributi utili per la pensione. Non significa, però, che riscattare cinque anni consenta automaticamente di smettere di lavorare cinque anni prima. Per capire se conviene bisogna considerare almeno tre fattori: l’età attuale, il momento in cui si è iniziato a versare i contributi e il periodo in cui sono stati compiuti gli studi universitari.

Il 1996 è una data importante: chi ha iniziato a versare contributi prima del 1996 può avere una pensione calcolata in parte sullo stipendio, mentre per chi ha iniziato dal 1996 il calcolo si basa interamente sui contributi versati, con regole diverse anche per l’uscita anticipata.

A complicare i calcoli c’è l’adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita che si allungherà nei prossimi anni. Secondo le proiezioni riportate dal Corriere, il requisito per la pensione di vecchiaia, oggi fissato a 67 anni, potrebbe arrivare a 68 anni nel 2033 e a 70 nel 2049. Anche il numero di contributi necessario per la pensione anticipata ordinaria potrebbe aumentare fino a 44 anni e 10 mesi nel 2041.

Riscatto della laurea, quando conviene e chi può anticipare la pensione

Il vantaggio maggiore può riguardare chi ha completato l’università nei tempi previsti e ha iniziato a lavorare poco dopo, mantenendo una carriera contributiva abbastanza continua. In questi casi, gli anni riscattati possono aiutare a raggiungere prima il requisito per la pensione anticipata ordinaria.

La situazione cambia per chi ha trovato un impiego più tardi, magari dopo i trent’anni, oppure ha avuto lunghi periodi senza versamenti. In questi casi potrebbe non esserci il tempo necessario per accumulare i contributi richiesti prima di raggiungere l’età della pensione di vecchiaia.

La pensione anticipata a 64 anni e il peso del reddito

Per chi ha iniziato a versare contributi dal 1° gennaio 1996 esiste un’altra possibilità: la pensione anticipata contributiva, accessibile nel 2026 a partire dai 64 anni, con almeno 20 anni di contribuzione effettiva e un assegno che raggiunga una determinata soglia economica. Per chi può accedere questo requisito a rendere meno conveniente, in alcuni casi, il riscatto degli anni universitari. Se il lavoratore può già accedere alla pensione anticipata contributiva, aggiungere altri anni di contribuzione potrebbe non consentirgli di uscire molto prima dal lavoro.

La possibilità di accedere a questa forma di pensionamento dipende anche dai contributi accumulati durante la carriera lavorativa. Più alto è il reddito, maggiore è, a parità di aliquota, l’importo versato all’INPS. Conta anche la durata della carriera: chi lavora più a lungo e versa contributi più elevati ha maggiori probabilità di raggiungere l’importo minimo della pensione richiesto per uscire anticipatamente dal lavoro. Secondo questa analisi, dal 2030 la soglia è prevista a 3,2 volte l’assegno sociale per gli uomini e le donne senza figli, equivalenti a circa 1.748 euro lordi mensili ai valori attuali. Per le lavoratrici con un figlio la soglia scende a 2,8 volte, circa 1.529 euro, mentre per quelle con almeno due figli è fissata a 2,6 volte, circa 1.420 euro.

Quando il riscatto diventa una trappola

Il rischio maggiore riguarda alcuni lavoratori che hanno iniziato a versare contributi dal 1996, ma hanno frequentato l’università almeno in parte prima di quella data. Riscattando gli anni precedenti al 1996 con determinate modalità, infatti, potrebbero perdere lo status di lavoratori interamente contributivi e, di conseguenza, la possibilità di accedere alla pensione anticipata contributiva.

Secondo le simulazioni riportate dal Corriere della Sera, un cinquantenne che ha iniziato a lavorare nel 2004, riscattando quattro anni di università, rischierebbe di posticipare la pensione di tre anni. Per una lavoratrice con le stesse caratteristiche, il ritardo sarebbe di due anni. Un sessantenne che ha iniziato a versare contributi nel 1996, invece, potrebbe ritrovarsi a lavorare tre anni e quattro mesi in più.

Quanto costa riscattare la laurea nel 2026

Per chi sceglie il riscatto agevolato, il costo nel 2026 è pari a 6.206,64 euro per ogni anno di università. Una laurea triennale richiede quindi circa 18.620 euro, mentre per cinque anni di studi servono 31.033,20 euro. La somma è aumentata rispetto al 2019, quando per ogni anno erano necessari 5.240 euro: riscattare cinque anni costa oggi circa 4.835 euro in più.

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