Processo Boccia, sì alle telecamere di «Un giorno in pretura», escluse Le Iene. Il giudice respinge la richiesta di porte chiuse: «Interesse sociale particolarmente rilevante»
Il processo a Maria Rosaria Boccia potrà finire in televisione, ma soltanto dopo la sentenza. Il Tribunale di Roma ha autorizzato le telecamere di Un giorno in pretura a riprendere le udienze del procedimento che vede imputata l’imprenditrice campana per stalking aggravato, lesioni e interferenze illecite nella vita privata ai danni dell’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Niente riprese, invece, per Le Iene e Radio Radicale. Il giudice ha respinto anche la richiesta di celebrare a porte chiuse le testimonianze dell’ex ministro e della moglie, Federica Corsini.
Processo Boccia, respinta la richiesta di Sangiuliano di testimoniare a porte chiuse
Secondo il giudice, il processo a Maria Rosaria Boccia presenta «un interesse sociale particolarmente rilevante». Per questo il Tribunale di Roma ha respinto la richiesta dei legali di Gennaro Sangiuliano e della moglie Federica Corsini di svolgere le loro testimonianze a porte chiuse. Il procedimento, spiega l’ordinanza, non rientra nei casi previsti dall’articolo 472 del codice di procedura penale, che consente di escludere il pubblico dalle udienze. Le telecamere potranno quindi entrare, ma con alcune limitazioni: senza il consenso degli interessati, non sarà possibile riprendere parti, testimoni e altri soggetti coinvolti nel dibattimento.
Perché il giudice ha autorizzato soltanto «Un giorno in pretura»
Fuori dalle aule, però, sono rimaste le telecamere de Le Iene e Radio Radicale. Nell’ordinanza, il giudice spiega che il diritto di cronaca deve essere bilanciato con la necessità di evitare che le riprese possano influenzare il dibattimento o compromettere la genuinità delle prove.
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Un giorno in pretura è stata l’unica trasmissione a garantire che le immagini saranno diffuse soltanto dopo la lettura della sentenza. Una condizione che ha convinto il tribunale ad autorizzare le telecamere del programma Rai, escludendo invece quelle delle altre due testate.
La decisione arriva dopo le perplessità sollevate dalla pm Giulia Guccione sui rapporti tra Boccia e alcune trasmissioni televisive. Come ricostruisce Repubblica, la magistrata aveva chiesto chiarimenti sull’eventuale esistenza di un rapporto contrattuale tra l’imprenditrice e Un giorno in pretura, alla luce delle interviste rilasciate dalla donna. Il dubbio era di «vicinanza della trasmissione all’imputata che esula dai criteri giornalistici». A suscitare dubbi erano stati anche i suoi interventi sui social, tra cui un annuncio di rivelazioni esclusive durante una puntata delle Iene: «Ci sono stati grandi colpi di scena e li racconteremo in esclusiva giovedì sera».
La soddisfazione dei legali di Boccia: «Un risultato per la trasparenza»
La decisione è stata accolta favorevolmente dagli avvocati Francesco Petruzzi, Francesco Di Deco e Saverio Sapia, che assistono Maria Rosaria Boccia. «Accogliamo con soddisfazione l’ordinanza del Tribunale di Roma che ha respinto le richieste di procedere a porte chiuse avanzate dalle difese di Gennaro Sangiuliano e Federica Corsini», hanno dichiarato.
Per i legali, il giudice ha riconosciuto l’interesse pubblico di una vicenda che ha portato alle dimissioni di un ministro. «È un primo importante risultato sul piano della trasparenza, da sempre auspicata dalla nostra assistita», hanno aggiunto, esprimendo la convinzione che il dibattimento potrà fare luce sui fatti.
Di cosa è accusata Maria Rosaria Boccia e chi sono i testimoni del processo
Al centro del procedimento c’è il rapporto tra Boccia e Sangiuliano, culminato nelle dimissioni dell’allora ministro della Cultura nel settembre 2024. Secondo l’accusa, l’imprenditrice avrebbe esercitato un controllo sempre più insistente sulla vita privata e professionale dell’ex ministro, provocandogli un grave stato di ansia e costringendolo a modificare le proprie abitudini. Tra gli episodi contestati c’è anche una presunta aggressione avvenuta a Sanremo, durante la quale Sangiuliano sarebbe rimasto ferito alla testa. L’imprenditrice respinge le accuse, che dovranno essere accertate nel corso del processo.
Tra i testimoni indicati figurano anche nomi della politica e dell’informazione, da Arianna Meloni all’ex conduttore di Report Sigfrido Ranucci, fino all’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi e al ministro della Cultura Alessandro Giuli.

