L’ospite non se ne va, ma il proprietario del B&B è costretto a pagargli le bollette: la battaglia per gli sfratti nelle case vacanze arriva al Senato
L’inquilino ha occupato la casa vacanze, ma il proprietario, a causa di un vuoto normativo, deve continuare a pagare le bollette. Per questo Marco Rebecchi, titolare di un’attività turistica di affitti brevi a Vezzano Ligure, in provincia della Spezia, ha presentato una proposta di legge che è arrivata fino al Senato. Tra mancati guadagni, spese legali e bollette pagate all’occupante, al momento stima una perdita di «almeno 10.000 euro».
La vicenda di Marco Rebecchi
Quando al termine del soggiorno l’inquilino si è rifiutato di lasciare l’abitazione, Rebecchi era «tranquillissimo». Pensava bastasse rivolgersi ai carabinieri per «farlo sgomberare immediatamente». Invece, come ha raccontato l’uomo a primocanale.it, le forze dell’ordine gli hanno spiegato che «l’occupante era tutelato e che era persino vietato staccargli le utenze». A quel punto per Rebecchi è diventato chiaro che far valere i suoi diritti «sarebbe stato quasi impossibile».
Il vuoto normativo che impedisce lo sgombero
Il nodo è nell’articolo 634-bis del Codice penale, introdotto nel 2025. Prevede fino a sette anni di carcere e lo sgombero rapido, ma solo per chi occupa con la forza o l’inganno la casa in cui vive il proprietario. Chi entra con una regolare prenotazione e poi non se ne va resta fuori dalla fattispecie disciplinata dalla normativa. Al proprietario non resta che ricorrere a una causa civile, che però richiede mesi. Nel frattempo non può nemmeno staccare le utenze, pena una denuncia per esercizio arbitrario delle proprie ragioni.
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La proposta di legge per colmare il vuoto normativo
Il proprietario del B&B ha quindi denunciato la situazione alla stampa e ha presentato all’onorevole di FdI Maria Grazia Frijia, che dal 2022 è anche vicesindaca della Spezia, una proposta di legge per colmare il vuoto normativo. Dopo che del caso si sono interessati altri parlamentari, è stato presentato un emendamento che chiede di tutelare chi gestisce strutture ricettive, B&B e case vacanze. La proposta è stata poi estesa anche agli affitti a lungo termine (4+4), per i quali attualmente per procedere allo sgombero in caso di occupazione serve un’attesa di un anno e mezzo: «Ora si punta allo sfratto in 90 giorni», ha dichiarato Rebecchi.
La vicenda accaduta a Marco Rebecchi non è un caso isolato
Il caso del proprietario di Vezzano Ligure non è isolato: «Solo alla Spezia mi hanno già contattato 7-8 persone tra proprietari di appartamenti e negozi occupati». L’uomo ha poi posto l’accento sul ruolo della burocrazia, che in Italia procede lenta: «Due giorni fa ero in Tribunale per la convocazione in merito a questa vicenda, ma la controparte chiaramente non si è presentata. Ci vogliono mesi solo per le notifiche, se poi una raccomandata non va a buon fine si slitta e prima di iniziare la causa vera e propria passa mezzo anno». All’estero invece funziona diversamente: «Mi sono informato e in Svizzera, per un caso analogo al mio, in due giorni la persona è stata fatta uscire e gli sono stati sequestrati i beni a garanzia del proprietario».
La speranza di Marco Rebecchi
Rebecchi spera adesso che la sua battaglia possa servire «a far approvare una legge che tuteli mezza Italia e restituisca certezze a chi affitta». A quel punto, dice, «sarò contento di aver sostenuto questo costo per il bene comune».

