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In Italia ci sono 5,4 milioni di persone in povertà assoluta: i dati Istat

26 Ottobre 2026 - 10:42 Alba Romano
italia povertà
Il Rapporto sul Benessere equo e sostenibile: l'8% delle famiglie italiane ha problemi ad arrivare a fine mese, peggio della media europea
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Sono più di 5,4 milioni gli italiani in povertà assoluta. Si tratta dell’8% del totale delle famiglie italiane, peggio della media dell’Unione Europea. Ci sono più poveri nel Mezzogiorno e poi al Nord mentre il Centro conferma valori più contenuti. Il Rapporto sul Benessere equo e sostenibile (Bes) 2025 diffuso dall’Istat conferma come più difficile la condizione delle famiglie numerose e di quelle con almeno un figlio minore.

I redditi medi

Nel 2025 crescono i redditi medi e continua a migliorare la percezione della situazione economica. Ma il rischio di povertà colloca l’Italia in una situazione peggiore rispetto alla media europea (+2,3 punti percentuali). La crescita del reddito medio disponibile pro capite è del 2,4% in termini correnti rispetto al 2024. Segue il +3% dell’anno precedente rispetto al 2023. Considerando l’andamento dei prezzi, i redditi in termini reali sono saliti nel biennio del 2,2%. Nel 2025, il 22,6% delle persone residenti in Italia è a rischio di povertà o esclusione sociale, contro il 20,9% del complesso dei residenti nell’Unione europea. L’Italia si colloca così al ventunesimo posto tra i 27 Paesi dell’Ue.

La fine del mese

Anche l’indicatore relativo alla grande difficoltà ad arrivare a fine mese e la disuguaglianza del reddito disponibile pongono l’Italia in svantaggio. Nel 2025, la quota di persone che vivono in famiglie che dichiarano di arrivare a fine mese con grande difficoltà è il 7,5%. Il 12,3% del Mezzogiorno è significativamente superiore alla media nazionale. Il dato più contenuto si osserva nel Centro, dove la quota si attesta al 4,7%, anche se in peggioramento dall’anno precedente.

Nord e Sud

La tradizionale spaccatura Nord-Sud si conferma ancora una volta nella mappa degli indicatori di benessere. Come emerge dal rapporto annuale Bes tutte le regioni del Nord e del Centro (con l’eccezione del Lazio) registrano prestazioni superiori alla media nazionale per almeno la metà degli indicatori Bes disponibili a livello regionale. Invece nel Mezzogiorno (fatta eccezione per l’Abruzzo) la maggioranza degli indicatori segnala livelli inferiori alla media Italia.

I ricercatori dell’istituto segnalano come «la distanza tra Nord e Mezzogiorno appare particolarmente evidente in domini chiave come Lavoro e conciliazione dei tempi di vita, Benessere economico e Relazioni sociali. Ciononostante, il quadro non è del tutto omogeneo: Abruzzo e Sardegna si distinguono spesso in positivo nel contesto meridionale, con valori in linea con la media nazionale, mentre in settori come Innovazione, ricerca e creatività si evidenziano ritardi anche in alcune regioni centro-settentrionali (come Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste e Liguria)».

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