Dietrofront di Trenitalia sul Carnet Smart: non sparirà il 1° novembre. Perché volevano cancellarlo e cosa cambia per i pendolari
Il Carnet Smart non verrà eliminato. Con una comunicazione di rettifica ufficiale, Trenitalia ha fatto marcia indietro disponendo l’annullamento della misura che ne prevedeva l’eliminazione definitiva dal mercato a partire da domenica 1° novembre. Il pacchetto agevolato di dieci corse per viaggiare sui Frecciarossa e Frecciargento continuerà a essere venduto e utilizzato alle condizioni attuali, facendo decadere anche le soluzioni commerciali alternative straordinarie che la società ferroviaria aveva inizialmente predisposto per attutire l’impatto dell’addio. Una decisione che congela la cancellazione del titolo di viaggio e accoglie le richieste di migliaia di passeggeri abituali.
I motivi dello stop annunciato
Alla base del provvedimento iniziale di Trenitalia c’era un piano di progressiva razionalizzazione del portafoglio delle offerte commerciali sull’Alta Velocità. Negli ultimi anni il gruppo ferroviario ha spinto con decisione sui sistemi di yield management, ossia algoritmi di determinazione dinamica dei prezzi che modulano il costo del biglietto minuto per minuto in base alla domanda e all’occupazione del convoglio (attraverso le fasce Base, Economy e Super Economy).
In questo quadro strategico, i carnet a prezzo prefissato e bloccato rappresentano per l’azienda una rigidità commerciale: bloccano posti su treni ad altissima richiesta nelle fasce orarie di punta dei giorni feriali a un costo unitario scontato, riducendo i margini di guadagno rispetto alla vendita dei singoli biglietti a tariffa piena o all’acquisto dei più costosi abbonamenti mensili continuativi. L’intenzione della società era quella di semplificare la griglia tariffaria e indirizzare l’utenza verso le altre formule di fidelizzazione o verso gli abbonamenti standard.
La rivolta dei pendolari dello smart working
L’annuncio del ritiro aveva però scatenato una dura reazione da parte dei comitati di pendolari e delle associazioni dei consumatori. Il Carnet Smart è infatti diventato negli ultimi anni la formula di riferimento per la vasta platea dei lavoratori ibridi: professionisti e dipendenti che, grazie allo smart working, devono recarsi in ufficio soltanto due o tre volte a settimana e per i quali l’abbonamento mensile intero risulterebbe economicamente svantaggioso e sproporzionato. L’eliminazione del pacchetto avrebbe comportato rincari insostenibili sul budget mensile dei trasporti, costringendo i viaggiatori a pagare ogni singola tratta a prezzo di mercato.
Il pressing del Mit
Dinanzi alle crescenti tensioni, il 22 ottobre era intervenuto direttamente il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, comunicando che Trenitalia aveva accolto la richiesta del Mit di congelare l’uscita dal mercato per aprire un tavolo di confronto con le associazioni dei consumatori. Un passaggio che ha portato al contrordine formale dell’azienda, scongiurando il ritiro a pochi giorni dalla scadenza.
Come funziona l’offerta
La formula del Carnet Smart rimane dunque accessibile a tutti i titolari di CartaFreccia. Il titolo consente di effettuare 10 viaggi nell’arco di 30 giorni dalla data di acquisto, utilizzabili dal lunedì al venerdì sulle tratte autorizzate della rete Frecciarossa e Frecciargento. Tra i vantaggi più apprezzati dai viaggiatori c’è la flessibilità gestionale: il viaggiatore può prenotare i singoli tragitti e modificare l’orario di partenza un numero illimitato di volte prima dell’orario programmato del treno.

