Elicottero precipitato in Bosnia, indaga la procura militare: sotto esame i sistemi di controllo. Un sopravvissuto: «Miracolato». Cosa sappiamo
La procura militare di Roma ha aperto un fascicolo, al momento senza ipotesi di reato, per fare luce sull’incidente dell’elicottero CH-47F Chinook della missione “Eufor Althea” precipitato giovedì in Bosnia. Nello schianto sono morte quattro persone: Simone Ruggia e Claudio Marchesi, che appartenevano alla componente aerea dell’Esercito, il tenente Franco Adriano Zecchillo e la sergente Laura Procacci. Altre undici sono rimaste ferite. L’indagine è stata affidata al procuratore Marco De Paolis. Gli investigatori potranno contare sull’analisi dei rottami e sulle testimonianze dei sopravvissuti, tra cui i due piloti.
Nel frattempo, a Brčko sono già arrivati i tecnici della commissione incaricata dal ministero della Difesa, mentre le autorità bosniache hanno predisposto una seconda squadra investigativa specializzata negli incidenti aerei. Alle verifiche potrebbero affiancarsi anche la procura ordinaria di Roma e gli inquirenti federali di Sarajevo, oltre a un’eventuale istruttoria europea, considerato il contesto della missione.
Le ipotesi tecniche: sotto esame i comandi di volo
Servirà tempo e sarà certamente molto utile il filmato che ha fatto il giro del mondo: circa venti secondi che mostrano l’elicottero mentre si solleva, inizia a ruotare su se stesso e precipita al suolo. Motori e rotori sembrerebbero funzionare regolarmente, mentre i piloti tentano disperatamente, ma senza successo, di riprendere il controllo del velivolo. Le prime ipotesi, ancora tutte da verificare e riportate da la Repubblica, riguardano un possibile malfunzionamento dei sistemi di controllo durante il passaggio dal decollo verticale al movimento orizzontale.
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L’attenzione degli esperti si concentra in particolare sulla pedaliera, che consente ai piloti di gestire la direzione e l’assetto dell’elicottero, e sul sistema digitale DAFCS (Digital Advanced Flight Control System), prodotto dalla britannica BAE Systems. Tra le possibilità da accertare ci sono un’interruzione nella trasmissione degli impulsi digitali ai rotori oppure un guasto meccanico ai meccanismi che regolano l’inclinazione delle pale.

Il precedente del 2022 negli Usa e la storia del velivolo Leonardo
C’è un precedente, verificatosi negli Stati Uniti, che circola tra le chat internazionali degli elicotteristi. Il 21 luglio 2022, nell’Idaho, un Chinook CH-47D privato precipitò durante un intervento antincendio. L’indagine del National Transportation Safety Board stabilì che un iPad finito sotto il pedale del copilota ne aveva bloccato il movimento, impedendo di correggere la perdita di controllo. Nell’incidente morirono entrambi i piloti. Non esistono, al momento, elementi per ipotizzare che nel velivolo italiano si sia verificata la stessa circostanza. Le procedure militari prevedono infatti rigorosi controlli di sicurezza prima del decollo.
Il Chinook precipitato era stato assemblato da Agusta, oggi Leonardo, in collaborazione con Boeing nel 2015. Era il quinto dei sedici esemplari acquistati dall’Esercito. Leonardo si occupa anche della manutenzione della flotta, per la quale vengono investite ogni anno diverse decine di milioni di euro. Il velivolo era arrivato in Bosnia il 29 gennaio e giovedì stava svolgendo un’attività di addestramento per l’evacuazione medica nell’area del piccolo aeroporto civile di Gorice, vicino a Brčko. Era appena decollato dalla pista, con il portellone posteriore aperto per consentire il controllo della situazione. Uno dei sottufficiali morti si trovava proprio in quella posizione, assicurato alla fusoliera con un cavo.
Crosetto in Bosnia visita i feriti, Meloni rende omaggio alle vittime
Nel frattempo, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha incontrato ieri i militari feriti a Brčko e Tuzla, prima di recarsi al quartier generale della missione “Eufor Althea” a Sarajevo. Il ministro ha parlato di un «miracolo» riferendosi ai sopravvissuti: nove feriti sarebbero in condizioni relativamente buone, mentre altri due presenterebbero problemi più seri, pur con prospettive di recupero. Rivolgendosi al contingente italiano, Crosetto ha espresso vicinanza e gratitudine per il lavoro svolto anche in un momento di lutto: «Non siete soli». Insieme alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, aveva deposto una corona di fiori al Villaggio della Difesa, allestito al Circo Massimo a Roma in occasione della giornata delle Forze armate. Una celebrazione trasformata in un momento di raccoglimento, con le bandiere a mezz’asta e numerosi messaggi lasciati dai cittadini in memoria delle quattro vittime.

La polemica politica sulle risorse destinate alla Difesa
Accanto al cordoglio bipartisan, in Parlamento si è aperto anche un confronto sulle risorse destinate alla sicurezza e alla manutenzione dei mezzi militari. Il Movimento 5 Stelle ha sollevato dubbi sulla distribuzione dei finanziamenti, denunciando una sproporzione tra i dieci miliardi destinati al riarmo e le poche centinaia di milioni riservate alla manutenzione dei mezzi e al supporto tecnico e logistico dei reparti.
Una posizione contestata dalla sottosegretaria alla Difesa Isabella Rauti, che ha definito la presa di posizione un «atto di sciacallaggio» nel giorno del lutto. Mentre proseguono le indagini per chiarire le cause dello schianto, restano dunque da verificare le condizioni tecniche del Chinook e il funzionamento dei suoi sistemi di controllo. Saranno le perizie sui rottami, le immagini e le testimonianze dei sopravvissuti a fornire le risposte su una tragedia che ha coinvolto il contingente italiano impegnato in Bosnia.
Foto copertina: ANSA/NIDAL SALJIC | L’aereo italiano da trasporto CH-47 Chinook, assegnato alla missione EUFOR, giace distrutto in un campo vicino a Brčko, in Bosnia-Erzegovina, il 30 ottobre 2026

