Il figlio di Bolsonaro dopo la fuga negli Usa: «Sono vittima di persecuzione. Perché mio padre aveva le lacrime agli occhi» – Il video
L’ex candidato conservatore alla presidenza del Brasile Flávio Bolsonaro rompe il silenzio dopo la sconfitta elettorale contro Luiz Inácio Lula da Silva e, dagli Stati Uniti, denuncia di essere vittima di una «persecuzione» politica nel suo Paese. In un video su Instagram, il senatore ha raccontato anche un confronto con il padre, l’ex presidente Jair Bolsonaro, agli arresti domiciliari per il tentato colpo di Stato. «Papà, le persecuzioni sono iniziate, anche un po’ prima di quanto pensassi, perché tutti sanno che oggi il Brasile vive sotto un regime d’eccezione», gli avrebbe detto. A quel punto, secondo il suo racconto, il padre lo avrebbe guardato con le lacrime agli occhi, chiedendogli: «Sai già dove vogliono arrivare con tutto questo, vero?».
«Sono pronto, affronterò la situazione»
Flávio Bolsonaro ha quindi rivendicato la decisione di lasciare il Paese, presentandola come una scelta politica. «Sono pronto, affronterò la situazione. Ora so cosa devo fare. Non ho lasciato il Brasile, sono partito per il Brasile. E so che da qui continuerò ad avere voce in capitolo, potrò continuare a esercitare la mia leadership, che devo anche al presidente Bolsonaro». Nei giorni scorsi, attraverso una lettera, aveva già annunciato l’intenzione di guidare l’opposizione brasiliana dagli Stati Uniti.
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L’indagine per riciclaggio di denaro
Nel mirino di Bolsonaro è finito soprattutto Alexandre de Moraes, giudice della Corte Suprema brasiliana, che il senatore accusa di averlo coinvolto «falsamente» in un’indagine per riciclaggio di denaro. Secondo la sua ricostruzione, la polizia gli avrebbe ordinato di consegnare i passaporti il giorno successivo al ballottaggio, dopo una visita al padre, l’ex presidente Jair Bolsonaro, agli arresti domiciliari.
La posizione degli Usa
Sul caso è intervenuto anche il segretario di Stato americano Marco Rubio, che ha escluso un coinvolgimento diretto di Washington nella fuga del politico brasiliano. «Siamo stati informati del suo arrivo negli Stati Uniti. Aveva già un visto e il presidente ha deciso di autorizzarne l’ingresso nel Paese», ha spiegato Rubio.

