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Che cos'è Corvelva, l'associazione "free vax" che dice che i vaccini sono pericolosi

Charlotte Matteini - 24/01/201916:40Aggiornato 25/01/2019 08:17

Vi raccontiamo cosa è l'associazione che ha presentato alla Camera quelle che sostiene essere le prove della pericolosità dei vaccini, ma che sono tutte sballate

In questi giorni si sta parlando molto del Coordinamento veneto per la libertà delle vaccinazioni, l'associazione che ha organizzato una conferenza stampa alla Camera dei Deputati per presentare i risultati delle analisi condotte da alcuni cosiddetti esperti indipendenti del settore, che evidenzierebbero la presunta pericolosità di alcuni vaccini

In realtà, come abbiamo spiegato oggi con l'aiuto dei professori Enrico Bucci, Raffaele Calogero e Piero Carninci, i risultati sbandierati dall'associazione sono tutti sbagliati perché «le conclusioni del documento Corvelva circa l'assenza di uno dei virus attenuati nel vaccino Priorix Tetra non tengono conto dell'errore negativo di identificazione, che il metodo dimostra di avere in sede di calibrazione; si tratta di un errore atteso, visto la scarsa ottimizzazione della metodologia adoperata».

Leggi anche: I risultati delle analisi sulla pericolosità dei vaccini dei No Vax sono tutti sbagliati

Ma esattamente, che cos'è Corvelva e perché quest'associazione è così nota tra i "free vax" e i no vax? Corvelva è nata nel 1993 e da oltre 26 anni si occupa di «dare supporto alle vittime delle vaccinazioni» e si batte per l'abolizione dell'obbligo vaccinale, sostenendo il diritto alla libertà di cura. 

Nel corso degli anni, l'associazione ha diffuso molti articoli e studi sulla presunta pericolosità dei vaccini, ma è divenuta famosa all'opinione pubblica soprattutto per aver realizzato alcune campagne pubblicitarie choc per ricordare i bambini rimasti gravemente danneggiati, oppure deceduti, a causa dei vaccini.

 La campagna del 2017 dedicata a Emiliano Rapposelli

I manifesti più famosi, diffusi in varie parti d'Italia nel novembre 2017, erano corredati dalla foto di un bambino piccolo ritratto di spalle e dallo slogan: «Io sono un morto da vaccino di cui non verrai mai a conoscenza. Rinnegato e dimenticato». Il riferimento è a Emiliano Rapposelli, bimbo veneto deceduto nel febbraio 2003 al'età di un anno a pochi giorni da una vaccinazione trivalente.

 


 La campagna Corvelva sui bambini morti per Sids post-vaccino esavalente

Sempre nel 2017, Corvelva lanciò a campagna I can't forget dedicata ai bambini morti a causa dei vaccini.  «Io sono uno dei bimbi morti per Sids (morte in culla) post-vaccino esavalente occultati dai rapporti ufficiali», recitava la didascalia. La foto utilizzata, però, non ritraeva affatto un bambino deceduto in seguito all'inoculazione di vaccinazioni: come scoperto da David Puente, la foto era stata acquistata su Shutterstock e utilizzata per confezionare la campagna pubblicitaria senza alcuna autorizzazione. "L’autore della foto e padre del neonato assicura che suo figlio è vivo e vegeto, in salute e vaccinato!", verificò Puente.


 La campagna Corvelva del 2018 dedicata a Francesco Zago

Numerosi altri manifesti di protesta contro i vaccini sono stati realizzati nel corso del tempo. Nel giugno 2018, in risposta alla presa di posizione del FNOMCeO contro le fake news su vaccini e scienza, Corvelva decise di protestare sui social con un'altra campagna choc, dedicata questa volta a Francesco Zago, che secondo l'associazione morì a causa del vaccino nel 1998.

 

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