Tra bitcoin e liberismo, Liberland: il micro-Stato nato sulle rive del Danubio

La nazione è stata fondata nel 2015. Non esiste nessun riconoscimento ufficiale perché  si trova in una terra contesa tra Serbia e Croazia. Il presidente della commissione europea Jean-Claude Junker ne ha parlato lo scorso 31 gennaio

Solo sette chilometri quadrati di terra sulle rive del Danubio, al confine tra Serbia e Croazia. Liberland, la nazione che si è proclamata autonoma nel 2015 in un territorio da sempre conteso tra i due Paesi. Non è chiaro quanto questo Stato sia una provocazione e quanto sia un progetto concreto. Il 31 gennaio il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Junker ne ha parlato, un gesto che è stato visto come un passaggio molto importante dalla stampa di Liberland. Perché sì, questa micro-nazione ha anche un organo di stampa autonomo.

Come riporta Liberlandpress.com, un parlamentare europeo ha chiesto a Junker se Liberland facesse parte dell’Unione europea, la risposta è stata che questo: «richiede ulteriori accertamenti». Una frase ben lontana dall’essere un riconoscimento ufficiale ma è bastata per far esplodere di gioia chi crede in questo progetto. All’origine di tutto c’è Vít Jedlička, attivista politico della Repubblica Ceca e attualmente presidente di Liberland. Come si può leggere dal sito non c’è solo lui alla guida della nazione, è circondato da una squadra di governo che va dal ministro delle Finanze a quello degli Affari Esteri.

Come è nato il progetto Liberland

Alla base di tutto un’idea: creare uno Stato che incarni i principi del liberismo. Il motto è «To live and let live», «Per vivere e lasciare vivere». L’idea di Vit Jedlička è quella di creare un Paese in cui la pressione del Governo sulla vita dei cittadini sia il più ridotta possibile. Tutti possono ottenere la cittadinanza, basta soddisfare dei requisti minimi: bisogna mostrare rispetto per le altre persone, per la proprietà privata e non si deve avere crimini gravi sulla fedina penale. Chiedere la cittadinanza non è gratis, per ottenerla bisogna versare 5 mila Liberland Merits, che equivalgono a 5 mila dollari. Se stavate già compilando la domanda, pensateci bene.

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È proprio nella moneta locale che si sono sollevati i maggiori entusiasmi. Questo Stato infatti accetta donazioni in bitcoin ed ethereum, cosa che lo renderebbe la prima nazione al mondo in cui l’economia è basata sulle criptovalute. La battaglia per l’approvazione di questa piccola nazione è diventata quindi una delle bandiere dei blog e dei giornali entusiasti di questo tipo di valute.

La questione Terra Nullius

La base legale su cui si appoggia il progetto Liberland è la quella della terra nullius, una dottrina in base a cui quando un territorio non è sotto la sovranità di nessuno Stato può essere reclamato da chi lo occupa, come è successo per l’Australia alla fine del XVIII secolo. Il territorio su cui si trova è una golena, quelle aree di terra fra argine e la riva del fiume, ed è conteso fra Serbia e Croazia. Il Chicago Journal of International Law ammette che «A causa delle complessa storia tra Croazia e Serbia, sembra difficile accertare a quale di queste due nazione appartenga questa terra».

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