«Ci abbufferemo per un mese!»: il doppio senso della copertina di Charlie Hebdo sui mondiali femminili

di OPEN

Come era facile aspettarsi, il periodico francese non ha esitato a dare la sua visione di uno degli eventi sportivi più seguiti del mese

Sui mondiali di calcio femminili ne abbiamo sentite già di tutti i colori: commenti sessisti sulla squadra, commenti razzisti sulla capitana dell’Italia, commenti omofobi sul presunto orientamento sessuale delle giocatrici. A dire la sua sulla competizione iniziata lo scorso 7 giugno, non poteva mancare Charlie Hebdo, il settimanale satirico più famoso della Francia, il Paese che ospita la competizione.

Sulla copertina del numero uscito mercoledì 12 giugno, l’illustratore Biche ha scelto di rappresentare una pallone da calcio incastrato in una vagina a mo’ di clitoride. Ad accompagnare il disegno, che ricorda L’origine del mondo di Gustave Courbet, la scritta «On va en bouffer pendant un mois!»: «Ci abbufferemo per un mese intero!».

Nello slang francese, il termine “bouffer” è collegato all’espressione «bouffer la chatte», usata per riferirsi al cunnilingus. In Francia qualcuno ha invocato la sospensione delle pubblicazioni a causa della carica misogina espressa dalla copertina; altri, come il giornalista Cristophe Beaugrand, hanno ricordato l’antipatia atavica del periodico nei confronti dello sport.

«Personalmente», ha scritto su Twitter Beaugrand, «non mi stupisce affatto. Da sempre si sono fatti beffa del calcio, dei giocatori e dei tifosi. E continuano. Se si sostiene lo spirito di Charlie, bisogna farlo anche se una cosa non piace».

Le reazioni delle giocatrici

«Ovviamente non è il tipo di articolo che avremmo voluto vedere», ha commentato la centrocampista americana Samantha Mewis. «Spero che attraverso il nostro gioco, le persone capiscano che quello stiamo facendo è fantastico, e che meritiamo rispetto».

«Se dovessi dire che la vignetta mi ha fatto ridere, direi di no», ha detto l’ex calciatrice francese Laure Boulleau. «Ma non importa. Non sono scioccata più di tanto. Non mi fa ridere ma potrebbe far ridere altri. Ècosì che libertà di espressione continua ad avanzare».

Comunque la si pensi, anche per questa settimana il gioco di parole politicamente scorretto è servito. Come ha twittato lo stesso giorno la capitana della nazionale italiana Sara Gama – che non è certo a digiuno di commenti svilenti – «le risposte sempre sul campo e tra di noi».

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