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Unicef e Oms, più di 2 miliardi di persone non hanno accesso ad acqua potabile: il rapporto

18 Giugno 2019 - 09:37 Cristin Cappelletti
Secondo un nuovo rapporto dell?UNICEF, lanciato oggi, in occasione della Giornata Mondiale dell?acqua, i bambini sotto i 15 anni nei paesi colpiti da conflitti protratti nel tempo, in media, hanno probabilità 3 maggiori di morire a causa di malattie diarroiche dovute alla mancanza di acqua sicura e servizi igienico-sanitari che per violenza diretta. Il rapporto ?Acqua sotto attacco? (Water Under Fire) mostra i tassi di mortalità in 16 paesi durante conflitti prolungati e mostra che, nella maggior parte, i bambini sotto i 5 anni hanno probabilità 20 volte maggiori di morire per malattie legate alla diarrea dovuta alla mancanza di accesso all?acqua e ai servizi igienico-sanitari sicuri che per violenza diretta. ANSA/UFFICIO STAMPA UNICEF ++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY ++
Più della metà del mondo non ha accesso a servizi igienico-sanitari-sicuri. È quanto rivela l'ultimo rapporto delle ong internazionali
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Nel mondo una persona su tre non ha accesso all’acqua potabile sicura. Lo rivela il rapporto «Progress on drinking water» di Unicef e dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che ha messo in luce le disuguaglianze nell’accesso alle risorse d’acqua.

«Più della metà del mondo – si legge nel rapporto – non ha accesso a servizi igienico-sanitari sicuri». Il «mero accesso all’acqua non basta. Se è sporca o insicura, non stiamo aiutando i bambini a livello globale», afferma Ann Naylor, il direttore associato del dipartimento di Acqua, sanità e igiene dell’Unicef.

«Se l’acqua non è pulita, sicura da bere o è troppo lontana da raggiungere – continua Naylor – e se l’accesso ai servizi igienici è limitato, allora non stiano lavorando a favore delle nuove generazioni».

Diseguaglianza e inaccessibilità

Dal 2000, afferma il rapporto, 1.8 miliardi di persone hanno avuto accesso all’acqua potabile, ma c’è una vasta disuguaglianza nell’accessibilità, disponibilità e qualità dei servizi. Si stima che una persona su dieci (785 milioni di persone) non abbia ancora accesso a servizi primari.

Ogni anno, 297 mila bambini sotto i cinque anni muoiono di diarrea collegata a una pulizia inadeguata. Una sanificazione limitata e la presenza di acque contaminate sono collegate alla trasmissione di malattie come il colera, la dissenteria, l’epatite A e febbre tifoidea.

Mancanza di acqua potabile e servizi igienici

Secondo il Rapporto, circa 2,2 miliardi di persone a livello mondiale non dispongono di servizi per l’acqua potabile, 4,2 miliardi non dispongono di servizi igienici sicuri. Per 3 miliardi di persone, inoltre, non è possibile neppure lavarsi le mani disponendo di acqua e sapone in casa. Secondo Unicef e Oms, dunque, se «progressi significativi sono stati fatti per l’accesso universale di base all’acqua, ci sono tuttavia grandi differenze nella qualità dei servizi forniti».

«Se i vari paesi falliranno negli sforzi per garantire acqua sicura e servizi igienico-sanitari – ha avvertito Maria Neira, Director Department of Public Health dell’Organizzazione mondiale della sanità – continueremo a vivere insieme a malattie che già da tempo sarebbero dovute essere nei libri di storia: malattia come diarrea, colera, tifo, epatite A e malattie tropicali dimenticate».

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