Inter, le grane che non ti aspetti. Icardi e Nainggolan, scenari

Analizziamo la situazione del centravanti argentino e del centrocampista belga che probabilmente non faranno parte della nuova Inter di Antonio Conte

Da perni a spine in pochi mesi. C’era una volta, e non tanto tempo fa, l’idea di una Inter fondata sulla voracità di Icardi e la potenza di Nainggolan. Il progetto si è fatto quasi utopia e il mercato interista, di per sé già molto vivace, ha due grane grosse così da risolvere. In tempi stretti per non sforare il FFP e reperire i sostituti.

Icardi, quotazione giù. E Lukaku aspetta

Instagram / Romelu Lukaku in vacanza negli USA

Le frizioni tra Icardi e la curva nord, poi estese a Spalletti e confluite nello stallo con la società, hanno drasticamente ridotto la quotazione di Maurito. Non più di sei mesi fa la valutazione era pari, se non superiore, alla clausola rescissoria (valida solo per l’estero e fino al 15 luglio) da 110 milioni di euro.

Oggi “basterebbe” una offerta sui 70 milioni di euro per confrontarsi al tavolo con una Inter più che aperta al dialogo. Per ora, però, nulla si muove e lo stato dei fatti congela l’assalto frontale di Beppe Marotta a Romelu Lukaku, il centravanti chiesto da Conte per alzare centimetri e peso offensivo in area di rigore.

Giocatore convinto, stipendio sui 7 milioni di euro all’anno. Resta da lavorare ai fianchi lo United, e per farlo serve staccare un assegno più o meno in linea con il ricavato della cessione di Icardi. Che oggi è tutt’altro che centrale in una Inter pronta a chiudere anche per Dzeko, definendo le sue due torri offensive nel 3-5-2 contiano, in teoria lontano dagli skills di Icardi, abituato a giocare senza seconda punta nei dintorni.

Nainggolan esubero, si riapre la pista cinese

Ansa / Radja Nainggolan al tiro durante Inter – Empoli, ultima di campionato 2018 – 19

Non molto distante la posizione di Nainggolan, uscito con le ossa rotte da una stagione di buio pesto e non ritenuto indispensabile dal nuovo allenatore. Conte non vuole correre il rischio di partire col piede sbagliato e l’incognita Nainggolan rischia di essere una scommessa azzardata.

Anche numericamente, il concetto emergente è chiaro. L’arrivo di Sensi e quello, molto probabile ma non immediato, di Barella affollano ulteriormente un reparto nel quale il Ninja era stato inserito un anno fa con licenza di seminare il panico.

Divieto di minusvalenza, ecco la valutazione

Cedibile, sì, Nainggolan, ma a una cifra idonea a non generare le temutissime minusvalenza. Il belga, pagato lo scorso anno 38 milioni, figura a bilancio per 28 e, anche alla luce della pesantezza d’ingaggio (viaggia sui 4,5 milioni a stagione), ad ora interessi veri e propri per lui non se ne registrano, se non dalla Cina. Che aveva già tentato il centrocampista ai tempi della Roma. Quando Nainngolan era in fiore e le spine non facevano male.

Foto di copertina / Ansa

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