Iran, intimidazioni a navi britanniche. Londra chiede una fine all’escalation

Tre navi iraniane avrebbero cercato di intimidire una nave commerciale, scortata da un’imbarcazione della marina Britannica

Ancora lo stretto di Hormuz, la lingua di mare che divide l’Iran dalla penisola araba, arteria nel commercio internazionale del petrolio, recentemente diventato teatro di scontri tra potenze nucleari. Questa volta a far scattare l’allarme è stato il tentativo (fallito) da parte dell’Iran di intercettare una petroliera britannica.

A dare conferma dell’accaduto è stato il Governo britannico che in una nota diffusa giovedì ha dichiarato che tre navi iraniane avevano cercato di intralciare la navigazione di una nave commerciale britannica British Heritage, scortata da una nave della marina britannica. Nello stesso comunicato il Governo britannico ha fatto appello alle autorità iraniane affinché fermassero l’escalation nella regione.

Le navi iraniane si sarebbero ritirate soltanto dopo un avvertimento verbale emesso dai britannici. Secondo l’intelligence americana, le navi iraniane sono della guardia rivoluzionaria iraniana e i britannici non si sarebbero limitati all’avvertimento verbale, scegliendo di puntare le loro armi contro la flotta iraniana. Un’accusa respinta in seguito dai pasdaran tramite l’agenzia di stampa iraniana Fars.

I precedenti

Lo scontro avviene a circa una settimana da quando, il 4 luglio, una petroliera iraniana è stata sequestrata dalla marina britannica a largo di Gibilterra con l’accusa di essere diretta verso la Siria, in violazione delle sanzioni europee contro il regime di Assad, alleato di Tehran.

Lo scorso 12 maggio, nelle acque territoriali degli Emirati Arabi Uniti, due navi saudite, una norvegese e una degli EAU sarebbero state, secondo gli Stati Uniti, sabotate dall’Iran.

Gli Stati Uniti hanno successivamente accusato l’Iran di aver sabotato due petroliere giapponesi il 13 giugno nel Golfo dell’Oman, mentre il premier giapponese Shinzo Abe si trovava in visita nel Paese, accuse poi respinte da Tehran.

I rapporti tra i due Paesi sono degenerati dopo la decisione di Donald Trump di ritirarsi dall’accordo sul nucleare iraniano nel maggio 2018 e la re-imposizione delle sanzioni all’Iran a novembre.

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