Ostia, il M5S fa cancellare alcuni «volti della legalità» dal murales: e Casapound esulta

L’opera ritraeva personaggi come il nuotatore Manuel Bortuzzo, la giornalista sotto scorta Federica Angeli e altri simboli della lotta alla criminalità

Divisivi e motivo di tensioni. Questa la giustificazione fornita dalla giunta di Ostia guidata da Giuliana di Pillo, del Movimento 5 Stelle, per rimuovere il murales che rappresentavano i «volti della legalià». Apparsi martedì 16 luglio alla stazione di Lido nord, la loro rimozione è stata effettuata pochi giorni dopo e ora alcuni dei volti sono stati coperti da disegni di foglie.

Il murales

Sul muro della stazione l’associazione a.DNA Collective e l’artista Lucamaleonte insieme agli studenti del luogo, avevano scelto di rappresentare, grazie a 3.000 euro provenienti da un bando del ministero della pubblica istruzione, figure piccole e grandi che simboleggiano la lotta per la legalità.

Tra loro, il nuotatore diciannovenne Manuel Bortuzzo, colpito per errore da due uomini legati alla malavita con colpi di pistola alla schiena. Federica de Angeli, giornalista che vive sotto scorta per aver denunciato la mafia a Roma. Ma anche Lido Duranti, partigiano ucciso nelle Fosse Ardeatine e Domenico Fonti, ultracentenario del quartiere, ex maestro che ha cresciuto molti ostiensi. E poi bambini, ragazzi e anziani qualunque, a simboleggiare le vecchie e le nuove generazioni del luogo.

L’unica figura «politica» è Massimo Di Somma, ex Presidente della vecchia circoscrizione XIII, morto nel 2000, a poco più di anno dall’inizio del suo mandato. Uomo che è stato però sempre considerato al disopra di fazioni politiche, a cui tra l’altro è già stato dedicato un parco.

Le reazioni

Già dal primo giorno l’opera è stata attaccata sui social network e CasaPound ha effettuato varie missioni di vandalismo ai danni del murales. La componente leghista in Comune ha presentato un’interrogazione, mentre i grillini hanno convocato gli artisti in municipio per chiedere la rimozione dell’opera.

Secondo il Movimento 5 Stelle, il progetto si discostava da quello iniziale, che avrebbe dovuto raffigurare «volti universalmente riconoscibili, come simbolo della lotta alla mafia e alle ingiustizie sociali, tra i quali Peppino Impastato, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Pier Santi Mattarella, Giancarlo Siani ed altri, affiancati da ritratti generici di cittadini comuni, giovani e studenti, simbolo del futuro del territorio».

Con una nota, i delegati locali del Movimento 5 Stelle hanno chiesto la rimozione dell’opera. «Il gruppo consiliare M5S del X Municipio chiede a chi ha realizzato il murales sulla parete della stazione Lido Nord, di rimuoverlo immediatamente e sostituirlo con quello corrispondente al progetto che è stato presentato in Municipio», si legge nel testo, «Questa amministrazione sta incentivando la Street Art come forma di rivalutazione del decoro urbano, ma non svolgerà il ruolo di sponda a certi nostalgici di partiti di qualunque tipo, che cercano di appropriarsi di grandi temi che, al contrario, non sono appannaggio di nessuno, se non della collettività».

Il murales censurato

Le persone che il M5S richiede di rimuovere sono quelle «ancora vive», quindi un maestro di 107 anni, il diciannovenne nuotatore, la giornalista Angeli di Repubblica, un’operatrice sociale e lo scultore di un monumento a Pasolini. Dopo la mutilazione dell’opera, CasaPound esulta. «Ho vinto io» scrive Luca Marsella su Facebook.

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