Tav, Beppe Grillo: «Sono molto scontento. Decida il Parlamento»

Il senso «di questa opera inutile lo abbiamo sotto gli occhi tutti quanti: evitare che il paese smotti ancora di più verso la paura», scrive il comico sul blog

A scrivere sono in due: Beppe Grillo e il suo neurologo. È questa la firma dell’ultimo post sul Sacro Blog, per fare il punto sull’affaire Tav a 24 ore dall’annuncio di Giuseppe Conte – «Sì, il Tav si farà» – e in pieno psicodramma grillino.

«Sono molto scontento della situazione che si è venuta a creare», scrive Grillo. «Saremo in Francia in un minuto e ci metteremo tre mesi a trovare una differenza, però, forse, avremo tolto di mano l’ennesimo pretesto ai fantocci dell’economia finanziaria. Decida il parlamento, è la democrazia bellezze (teniamocela stretta)». Il senso «di questa opera inutile lo abbiamo sotto gli occhi tutti quanti: evitare che il paese smotti ancora di più verso la paura».

«Furioso con Conte?»

Beppe Grillo interviene per fare chiarezza, dopo che ieri alcuni giornali avevano parlato del fondatore del Movimento 5 Stelle come «furioso» per le evoluzioni sulla Torino-Lione.

«Ci sono giornali che mi descrivono “furioso con Conte” ed “incapace di riconoscere il mio MoVimento”: l’ho addirittura “confidato a persone” che mi sono vicine, scrive Grillo per fare chiarezza. «Si chiamano “argomenti fantoccio”, le creature di menti fantasiose come un pacchetto di sottilette mezzo aperto», attacca il comico.

«Funziona così: uno dice che i pomodori sono molto buoni, il fabbricatore di fantocci parla della recente notizia di un avvelenamento da pomodori in scatola, che ha fatto fuori un’intera famiglia. In questo modo i servetti non hanno negato/confutato la bontà dei pomodori però ne hanno immerdato l’anima. Questo è un argomento fantoccio, come quello che “Beppe Grillo è furioso con Conte” (non vorrei darmi l’importanza dei pomodori, sia chiaro)».

Tav, «fantoccio dell’idea di futuro»

La stessa Tav, per Grillo, «è un fantoccio dell’idea di futuro, ma non deve diventarlo la democrazia». Perché anche se «il mondo sta passando di mano, stiamo diventando una proprietà delle multinazionali finanziarie», non significa che «abbiamo smesso di essere una democrazia parlamentare. Credere che basti essere al governo, in tandem, per bloccare un processo demenziale come questo significa avere dimenticato che non siamo una repubblica presidenziale oppure una dittatura».

Grillo, anzi, lancia un messaggio di conforto al ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli e allo stesso premier Conte: «Tony Nelly è riuscito a fare miracoli per rendere meno disastroso l’impatto della piramide del terzo millennio ed il presidente Conte a tenere testa al Micron», scrive Grillo. «Questo cambia il rapporto fra i costi (un dilagare di reazionarietà e negazionismo dei diritti dell’uomo… quello che deve lavorare per vivere) e benefici (il PIL sale anche costruendo piramidi)».

Allora, è la conclusione di Grillo, «costruiamo la Piramide (ovvero il Tav) se lo decide il parlamento, il maledettissimo PIL salirà un pò, e non dovremo buttarci dentro architetti ed ingegneri dopo che avranno finito i lavori. Perché il senso di questa opera inutile lo abbiamo sotto gli occhi tutti quanti: evitare che il paese smotti ancora di più verso la paura».

In copertina foto tratta dal blog di Beppe Grillo

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