Brexit, le nuove ombre sull’addio all’Ue: per Bruxelles la proposta di Johnson è «inaccettabile»

La strada per il nuovo PM sarà tutta in salita. Sia il Presidente della Commissione sia il Capo negoziatore Ue per la Brexit hanno educatamente respinto le sue proposte

Ricomincia il braccio di ferro tra Regno Unito e Unione europea. Ieri, 25 luglio, nel suo primo discorso da Primo ministro alla Camera dei Comuni, la camera bassa del parlamento britannico, Boris Johnson è tornato a suonare la carica contro «i disfattisti, i pessimisti, i burocrati dell’Unione europea» e tutti coloro disposti ad accettare un secondo referendum o una ‘soft Brexit‘ di compromesso.

Le idee esposte da Boris su come uscire dallo stallo in cui si trova il parlamento britannico sono le stesse che va ripetendo da mesi: cestinare l’accordo faticosamente negoziato da Theresa May e bocciato per tre volte dal parlamento, tentare di negoziare un nuovo accordo che escluda il ‘backstop‘ – il piano b per una zona tariffaria speciale che permetta di tenere aperto il confine tra la Repubblica Irlandese (membro Ue) e l’Irlanda del Nord in caso di un mancato accordo – e prepararsi al peggio, ovvero a un’uscita senza accordo (‘no deal Brexit‘).

La reazione dell’Ue

Sia il Presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, sia il Capo negoziatore Ue per la Brexit Michel Barnier, si sono congratulati con Boris Johnson per la sua nomina, ma respinto le sue proposte. Allo scambio di complimenti e di tweet cortesi e l’invito a continuare il dialogo durante l’estate, non è seguita un’apertura da parte dell’Ue nei confronti del nuovo Primo Ministro.

Dopo il discorso di Johnson alla Camera dei Comuni, Barnier ha condiviso una nota con i Governi Ue per ribadire la sua intenzione di attenersi alla linea seguita fino ad ora e in cui definisce «inaccettabile» l’ipotesi di disfarsi del backstop. Se l’intenzione di Johnson è quella di tentare di «mettere pressione sull’unità tra i Paesi membri» scrive Barnier, «l’importante è rimanere calmi e restare fedeli ai nostri principi e mostrare solidarietà tra di noi».

Altrettanto fermo il Presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, il cui mandato dovrebbe finire quasi contemporaneamente alla Brexit, prevista per il 31 ottobre. Nella sua prima telefonata ufficiale con Johnson – i cui contenuti sono stati condivisi su Twitter dalla sua portavoce – Juncker avrebbe dichiarato che l’attuale accordo «è il migliore e l’unico possibile».

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