Dal Contratto di governo alla crisi (di nervi), la meteora del patto M5s-Lega in 10 tappe – Il video

Il contratto di governo, la battaglia contro le Ong, il reddito di cittadinanza, quota 100 e il decreto sicurezza: cosa è successo in questi mesi

Ieri pomeriggio, 20 agosto, il premier Conte, in un lungo e articolato discorso, ha ufficializzato la fine del governo. In aula, per la prima volta, è stata sancita la rottura tra leghisti e grillini che, 14 mesi fa, avevano firmato un contratto di governo dando il via a una nuova (e insolita) esperienza politica. Open ne ha ripercorso le tappe.

1- Nasce il governo gialloverde

La prima è quella della formazione del governo entrato in carica il primo giugno 2018, dopo uno stallo di quasi tre mesi dalle elezioni politiche del 4 marzo. Un esecutivo composto da due partiti (M5s e Lega), con obiettivi e idee diametralmente opposte, basato esclusivamente sui punti programmatici previsti dal «contratto del governo del cambiamento».

2 – La battaglia contro le Ong

Otto giorni dopo l’insediamento, inizia la battaglia personale di Matteo Salvini contro le Ong: il 9 giugno 2018, il vicepremier della Lega blocca l’approdo dell’Aquarius con a bordo oltre 600 migranti (tra questi ci sono 123 minori non accompagnati, 11 bambini e 7 donne incinte) che riusciranno a sbarcare a Valencia soltanto 8 giorni dopo.

3 – La Lega vola nei sondaggi

Proprio grazie alla dura presa di posizione sui flussi migratori, il consenso della Lega, dopo l’estate, raggiunge il 30% (alle europee va oltre ogni più rosea aspettativa): è la prima volta nella storia del partito. Il Movimento Cinque Stelle è superato, Salvini intanto deve rispondere all’indagine per sequestro di persona relativa al caso della nave Diciotti, intervenuta nel pieno dell’estate per soccorrere i migranti in difficoltà e rimasta per giorni ferma al porto di Catania, in attesa che il Viminale autorizzasse lo sbarco.

4 – Il decreto sicurezza

Mentre il 29 novembre, con l’approvazione del decreto Sicurezza, culmina la politica anti-migratoria della Lega, Luigi Di Maio prova a uscire dall’ombra dello strapotere mediatico di Salvini: cominciano le manovre di restyling dei centri per l’impiego, necessari per attuare il reddito di cittadinanza, misura di sostegno economico per le fasce più deboli della popolazione.

5 – Quota 100 e reddito di cittadinanza

Il nuovo anno, il 2019, si apre con le discussioni sul cosiddetto decretone: Quota 100 – che prevede un’entrata anticipata nel sistema pensionistico e che è stata fortemente voluta dal Carroccio – e reddito di cittadinanza diventano legge. Restano forti i dubbi sull’attuazione del reddito e sulla nuova figura lavorativa dei navigator.

6 – Tav e autonomia regionale

In primavera, si inaspriscono le tensioni tra i due alleati di governo: autonomia regionale e Tav sono gli argomenti più caldi. Le grane giudiziarie di Marcello De Vito, del Movimento 5 Stelle, e del sottosegretario leghista Armando Siri, mettono a dura prova la tenuta dell’esecutivo.

7 – Presunti fondi russi alla Lega

Scoppia lo scandalo dei presunti fondi russi alla Lega: si scopre che il 18 ottobre 2018 sei uomini si sarebbero riuniti all’Hotel Metropol di Mosca. Sono tre italiani e tre russi: parlano di visioni politiche e compravendite di carburante. Il personaggio centrale è Gianluca Savoini, storico collaboratore di Matteo Salvini. Il vicepremier, però, non ha mai chiarito in aula la sua posizione.

8 – I rapporti con l’Ue

Il 3 luglio la Commissione europea grazia l’Italia: nessuna procedura d’infrazione per eccesso di debito. Moscovici: «Roma ha rispettato le nostre tre condizioni, quindi la procedura non è più giustificata».

9 – Salvini divorzia dal M5s

Salvini, l’8 agosto 2019, dopo aver ottenuto qualche giorno prima la fiducia sul decreto Sicurezza bis, prende tutti in contropiede e annuncia che non c’è più maggioranza, che è stanco dei “no” degli alleati e che bisogna tornare subito alle urne. Le divergenze sulla Tav sono state il colpo di grazia di una lunga crisi di governo.

10 – La fine del governo gialloverde

Il 20 agosto 2019, nel primo pomeriggio, si apre ufficialmente la crisi di governo con la requisitoria del premier Conte che annuncia: «Il governo si ferma ed è colpa tua Matteo». Un duro affondo al ministro dell’Interno che, nel suo intervento in aula, difende il suo operato e sbotta: «Rifarei tutto».

Video di Vincenzo Monaco

Leggi anche: