Amazzonia: Bolsonaro accusa le ong, Macron chiede aiuto ai leader del G7. Le prime pagine della stampa estera – La gallery

Intanto, circa 44mila soldati, incaricati da Jair Bolsonaro, sono stati inviati nella foresta per fermare l’avanzata delle fiamme

Non si arrestano le fiamme che da giorni stanno inghiottendo la foresta d’Amazzonia. Tutti i leader del G7 si sono detti d’accordo per «aiutare al più presto i paesi colpiti» dagli incendi in Amazzonia. Emmanuel Macron dal summit di Biarritz dichiara raggiunta l’intesa per fare fronte ai roghi che nelle ultime settimane stanno devastando la foresta più grande del mondo.

Intanto, circa 44mila soldati, incaricati da Jair Bolsonaro, sono stati inviati nella foresta per fermare l’avanzata delle fiamme. Il presidente del Brasile, che prima aveva accusato agricoltori e ong di essere i colpevoli della catastrofe ambientale.

In un messaggio televisivo alla Nazione, Bolsonaro ha liquidato la questione con questa affermazione: «Gli incendi esistono nelle foreste di tutto il mondo e non possono essere utilizzati come pretesto per imporre sanzioni internazionali».

La Francia e l’Irlanda avevano già minacciato di non ratificare più un accordo commerciale con il Sud America se Bolsonaro non avesse fatto qualcosa per tutelare l’Amazzonia. Il ministro dell’Economia finlandese, invece, ha chiesto all’Unione europea di considerare l’embargo sull’importazione di carne brasiliana.

Secondo Greenpeace, gli incendi nell’area amazzonica sono cresciuti del 148% dall’inizio del 2019. Si sta, dunque, assistendo al deterioramento permanente della Foresta Amazzonica, probabilmente collegato alla deforestazione autorizzata dal governo.

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