5 Stelle-Meloni, la grande baruffa sulle poltrone passate presenti e…assenti

Alla leader di Fratelli d’Italia è stato contestato il fatto di avere tre cariche a suo nome. Fatto da lei smentito in seguito su Twitter

Nuovo scontro sulle “poltrone” tra Giorgia Meloni, il M5s e – inaspettatamente – anche Domenico Scilipoti, ex senatore di Forza Italia, passato al partito di Silvio Berlusconi nel dicembre del 2010 dall’Italia dei Valori di Antonio di Pietro. Che alla Meloni non piaccia il nuovo esecutivo giallorosso è ormai noto. Ma le sue accuse di opportunismo politico nei confronti del Conte bis questa volta hanno ricevuto due risposte non del tutto convincenti.

Meloni attacca i 5 Stelle e Di Maio

Nel suo intervento alla Camera per la fiducia al Conte bis, la leader di Fratelli d’Italia ha attaccato duramente il nuovo esecutivo, rispondendo all’invito del premier di inaugurare una nuova stagione politica all’insegna di un linguaggio più mite e meno volgare, Meloni ha replicato dicendo che «Volgare non è dire che vi siete imbullonati alle poltrone, volgare è imbullonarsi alle poltrone».

Poi l’attacco diretto al nuovo ministro degli Esteri e capo politico dei 5 Stelle, Luigi di Maio. Per denunciare il suo presunto trasformismo, l’opportunismo politico che lo ha portato a passare dalla destra alla sinistra, dalla Lega al Pd, Meloni lo ha paragonato a Domenico Scilipoti, noto per aver “tradito” il suo partito – l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro – passando a Forza Italia nel dicembre del 2010.

La replica di Scilipoti

Un paragone che non è piaciuto affatto a Scilipoti, il quale ha voluto replicare tramite una dichiarazione ripresa dal quotidiano Il Tempo: «Giorgia Meloni mi paragona a Luigi Di Maio, ma è un’ingrata – ha dichiarato -. Nel 2010 il mio voto fu coerente e salvò il governo di cui la leader di Fratelli d’Italia era ministro».

Insomma, per coerenza Meloni non dovrebbe citare in modo dispregiativo e denigrare comportamenti e azioni che in passato, in una situazione analoga, non aveva trovato motivo di criticare. Soprattutto – così si potrebbe interpretare il pensiero di Scilipoti – se lo fa moralizzando sul desiderio da parte di alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle di rimanere al governo.

Meloni “poltronara”

È proprio questa vicenda – il presunto attaccamento alle “poltrone” – ad essere al centro dell’ultima lite tra Giorgia Meloni e i 5 Stelle. In un video postato su Twitter la leader di Fratelli d’Italia ha voluto difendersi da alcune immagini e alcuni meme che circolano sul web che le imputano ben tre poltrone: quella di eurodeputata, di parlamentare e di consigliera comunale. L’insinuazione è chiara: ad essere “imbullonati” alle poltrone non sarebbero i 5 Stelle ma la stessa Meloni.

«Dopo la grande manifestazione “oceanica” contro il governo Conte davanti Montecitorio, manifestazione che ha visto la partecipazione di tanti elettori del Movimento 5 stelle delusi e traditi, oggi i “grillini” cercano di screditare gli avversari […] e mettono in giro un’altra bufala contro la sottoscritta», denuncia nel video Meloni. «Perché il principio è : “Se non puoi renderti più presentabile tu, rendi il tuo avversario più impresentabile di te. Peccato che con me non riescono…”».

«Analfabeti! », ribatte la Meloni, «In Italia c’è una legge che impedisce di essere contemporaneamente parlamentari europei e parlamentari dello stato italiano. Io sono parlamentare nazionale e consigliere comunale, incarico per il quale, giustamente, non percepisco lo stipendio».

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