Il Conte 2 incassa la prima fiducia, alla Camera in 343 votano sì, 263 no

La replica del premier era stata accompagnata da fischi, urla e proteste da parte dell’opposizione in aula che chiedeva a gran voce di tornare alle urne

La Camera da il suo via libera al governo giallorosso. Sono stati 343 i Sì, mentre hanno votato in modo contrario 263 deputati. Domani il voto di fiducia al Senato. Il discorso di Giuseppe Conte alla Camera per presentare il nuovo esecutivo giallo-rosso era iniziato come era finito, con un richiamo alla «lingua mite», alla necessità di adottare un linguaggio più sobrio e più rispettoso delle persone.

È stato questo il primo tentativo di segnare una svolta rispetto al Conte Uno a cui sono seguiti altri: l’annuncio di una nuova legge sulla parità di genere, di una nuova Green New Deal per tutelare l’ambiente (con stop alle trivellazioni), la maggiore attenzione ai temi quali l’istruzione scolastica e universitaria e l’atteggiamento più costruttivo da adottare in Europa.

Confermato anche il taglio dei parlamentari e il blocco dell’aumento dell’Iva. Più ambiguo però per quanto riguarda le misure da adottare per governare i flussi migratori e la revoca delle concessioni autostradali. Dopo il discorso del premier è partito il dibattito in aula, punteggiato, come il discorso di Conte da fischi, cori e proteste da parte dell’opposizione.

Conte è tornato in aula nel pomeriggio, alle 17.45, per replicare con un discorso durissimo contro le opposizioni. I deputati saranno chiamati a votare la fiducia verso le 19.30. Bisognerà aspettare le 21 circa per conoscere il futuro del possibile Conte bis.

21:25 - 9 settembre

Il governo 2 incassa la fiducia della Camera. A Montecitorio sono i 343 sì, mentre 263 i no

20:51 - 9 settembre

Il premier Giuseppe Conte segue la prima chiama del voto di fiducia al suo secondo governo alla Camera seduto al suo posto al centro del banco del governo, dal quale non si è mai mosso. Continuo il via vai dei deputati che vanno a parlare con il presidente del Consiglio. Al momento non ci sono altri ministri seduti nei posti riservati all’esecutivo.

19:49 - 9 settembre

Francesco D’Uva (M5s), fingendo un lapus, dice ai leghisti: «Se siamo qui è perché qualcuno ha anteposto gli interessi di partito agli interessi degli italiani, una crisi nata sotto l’ombrellone per un capriccio.. dovrete spiegare per quale mojito…motivo lo avete fatto».

19:25 - 9 settembre

Riccardo Molinari (Lega) risponde per le rime a Conte, nella replica per confermare il no alla fiducia: «È diventato il salvatore della patria, l’uomo della provvidenza: le stesse parole che venivano usate per Mario Monti, arrivati nel palazzo senza passare per la maggioranza del popolo ma per quella del parlamento».

Alessia Morani del Pd ha esposto il cartello “Tornate al Papeete” alla fine dell’intervento di Molinari. In precedenza Morani e Alessia Rotta avevano fatto il gesto del bere e gridato ‘Troppi mojitos’ alludendo al leader della Lega Matteo Salvini.

19:00 - 9 settembre

Durante la replica delle opposizioni, Giorgia Meloni alza i toni contro la maggioranza: «Avete truffato gli italiani», dice in un intervento a conferma del no di FdI alla fiducia.

Credits video: Vista / Alexander Jakhnagiev

18:26 - 9 settembre

Altra bordata alla Lega sul tema sicurezza: «State tranquilli: pensavate di avere ipotecato la rappresentanza e il presidio di un comparto ma non è così».

18:07 - 9 settembre

Conte replica duramente alle contestazioni di Lega e Fratelli d’Italia: «Cosa devo pensare, che la Lega voleva solo le poltrone? Mi chiedo perché ministri che presentano la mozione di sfiducia non si dimettono».

18:03 - 9 settembre

Alcuni deputati della Lega, seduti nell’ultima fila in alto dell’emiciclo di Montecitorio, hanno sollevato la propria poltrona rivolgendosi al premier. Alcuni di loro, prima di essere redarguiti dagli assistenti parlamentari su indicazione del presidente Roberto Fico, hanno anche apostrofato Conte «cadrega» e hanno intonato il coro «poltrona»

18:00 - 9 settembre
17:45 - 9 settembre

Conte torna in Aula per la replica: «Da Lega e Forza Italia reazioni emotive». «Le vostre parole non cambieranno la realtà dei fatti», ha aggiunto. «Questa è una grande mistificazione. Mi chiedo se la nostra Costituzione esiste ancora o è stata stracciata». Le opposizioni gridano: «Buffone».

Attacchi di Conte nei confronti della Lega e a difesa del Movimento: «Il Movimento è stato coerente, voi leghisti siete coerenti con le vostre convenienze elettorali».

16:58 - 9 settembre

L’ex viceministro all’Economia e deputato della Lega, Massimo Garavaglia, ha affermato che il governo Conte bis ha «due problemi: uno di coerenza interna e uno di consenso». Nel suo intervento alla Camera ha aggiunto: «Questo governo è un monocolore Pd, con appoggio esterno M5s. Cari amici dei Cinque stelle – ha ammonito – in economia non toccherete palla».

14:02 - 9 settembre

Attacco dell’onorevole Chiara Gribaudo (Partito Democratico) alla destra «becera e classista» per i commenti offensivi rivolti nei giorni scorsi alla senatrice Teresa Bellanova

13:36 - 9 settembre

Bagarre in aula. Dopo l’intervento del deputato di Forza Italia Francesco Lollobrigida, è il turno dell’onorevole Giuseppe Brescia del Movimento 5 Stelle interrotto più volte bruscamente dai cori dell’opposizione al grido di «poltrone» e «elezioni». Espulso l’Onorevole Giovanni Donzelli (Fratelli d’Italia) da parte del presidente dell’aula Ettore Rosa.

13:15 - 9 settembre

Il Presidente del Consiglio del consiglio Giuseppe Conte è intervenuto in Aula al Senato per annunciare la presentazione delle dichiarazioni programmatiche già enunciate a Montecitorio. Il premier accolto dalla Presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati era seduto ai banchi del governo con il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Inca e il ministro per le Politiche agricole Teresa Bellanova.

12:37 - 9 settembre

Il discorso di Giuseppe Conte alla Camera è finito. Il suo lungo intervento, durato circa un’ora e venti, è finito come è iniziato, con un richiamo alla «lingua mite».

12:35 - 9 settembre

Conte continua tra le interruzioni dell’opposizione che urla prima «poltrona, poltrona» e poi invoca le elezioni. «Una squadra di ministri competenti, provenienti da forze politiche differenti, avrà l’onore e la responsabilità di offrire al Paese un Governo stabile e autorevole. Dovremo mostrare coesione di spirito e unità di azione, nel segno della collaborazione e della lealtà».

12:15 - 9 settembre

Conte difende la sua condotta in Europa e invita ad abbandonare «sterili isolazionismi». «Sul piano europeo – continua Conte – la nostra azione di governo potrà avviarsi in corrispondenza dell’insediamento di una nuova Commissione, a cui il nostro Paese ha contribuito in modo primario. L’Italia sarà protagonista di una fase di rilancio e di rinnovamento dell’Unione, che punti a costruire un’Europa più solidale, più inclusiva, più vicina ai cittadini, più attenta alla sostenibilità ambientale e alla coesione sociale e territoriale».

12:09 - 9 settembre

Avanti con l’autonomia: «È intenzione del Governo completare il processo che possa condurre a un’autonomia differenziata giusta e cooperativa», salvaguardando «il principio di coesione nazionale e di solidarietà e la tutela dell’unità giuridica ed economica. Occorre definire – continua Conte – i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali e i fabbisogni standard» attraverso un «fondo di perequazione».

12:04 - 9 settembre

Taglio dei parlamentari – da calendarizzare – e riforma del sistema elettorale: «Per quanto riguarda il tema delle riforme costituzionali, è nostra intenzione chiedere l’inserimento, nel primo calendario utile della Camera dei deputati, del disegno di legge costituzionale che prevede la riduzione del numero dei parlamentari. Questa riforma dovrà essere affiancata da un percorso volto a incrementare le garanzie costituzionali e di rappresentanza democratica, anche favorendo l’accesso democratico alle formazioni minori e assicurando – nello stesso tempo – il pluralismo politico e territoriale».

12:00 - 9 settembre

Conte annuncia una nuova legge sulla parità di genere: «Ci prefiggiamo di introdurre una legge sulla parità di genere nelle retribuzioni: è una battaglia che vogliamo portare a termine al più presto in omaggio a tutte le donne».

11.50 - 9 settembre

Pagare tutti le tasse, per pagare meno tutti: «Nella prospettiva di una graduale rimodulazione delle aliquote a sostegno dei redditi medi e bassi, in linea con il fondamentale principio costituzionale della progressività della tassazione, il nostro obiettivo prioritario è ridurre le tasse sul lavoro – il cosiddetto “cuneo fiscale” – a totale vantaggio dei lavoratori, e individuare una retribuzione giusta – il cosiddetto “salario minimo“», continua Conte.

11.45 - 9 settembre

Conte annuncia anche un Green New Deal. «Ci adopereremo affinché la protezione dell’ambiente e delle biodiversità, e auspico anche dello sviluppo sostenibile, siano inseriti tra i principi fondamentali del nostro sistema costituzionale […] Tutto il sistema produttivo dovrà orientarsi verso la promozione di prassi socialmente responsabili per rendere più efficace la transizione ecologica verso un sistema produttivo di economia circolare con cultura del riciclo e dismetta definitivamente la cultura del rifiuto».

11.35 - 9 settembre

Istruzione, assistenza alle famiglie, parità di genere. Sono queste alcune delle parole d’ordine del programma di Conte. «Questo Governo, quale prima misura di intervento a favore delle famiglie con redditi bassi e medi, si adopererà, con le Regioni, per azzerare totalmente le rette per la frequenza di asili-nido e micro-nidi a partire dall’anno scolastico 2020-2021 e per ampliare, contestualmente, l’offerta dei posti disponibili, soprattutto nel Mezzogiorno». Un attenzione particolare anche per i giovani: «I giovani sono la spinta propulsiva senza la quale ogni tentativo di rinnovamento si rivelerebbe vano. I giovani devono rimanere in Italia “hic optime”»

11.19 - 9 settembre

«Questo passaggio politico segna l’inizio di una nuova e, speriamo risolutrice, stagione riformatrice». Conte torna a parlare del “nuovo umanesimo” citando Giuseppe Saragat: «Il volto della Repubblica e della Democrazia siano umani». «Sono molte le sfide che ci attendono, a partire dalla prossima sessione di bilancio, che dovrà indirizzare il Paese verso una solida prospettiva di crescita e di sviluppo sostenibile, pur in un quadro macroeconomico internazionale caratterizzato da profonda incertezza».

11.19 - 9 settembre

Giuseppe Conte ha iniziato il suo discorso ringraziando il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Ha guidato il Paese con equilibrio e saggezza». «Sobrietà e rigore», sono queste le parole chiave del nuovo esecutivo, dichiara Conte, a partire dal linguaggio: «Vogliamo adoperare un lessico più rispettoso delle persone. La lingua del Governo sarà una lingua mite».

11.05 - 9 settembre

Al via la diretta dalla Camera dei deputati. I ministri del nuovo governo sono entrati nell’emiciclo di Montecitorio per il discorso del premier Giuseppe Conte tra baci e abbracci, soprattutto con i deputati dei rispettivi partiti. I primi a entrare sono stati i ministri del Pd, tra cui Dario Franceschini, Lorenzo Guerini, Teresa Bellanova e Roberto Gualtieri. In un secondo momento sono arrivati i ministri M5S, tra cui Alfonso Bonafede, Vincenzo Spadafora e Stefano Patuanelli.

10.40 - 9 settembre

Avvistati saluti romani durante la manifestazione contro il Governo organizzata da Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia. Durante l’inno nazionale alcuni militanti presenti in Piazza di Montecitorio hanno cantato alzando il braccio destro e facendo il saluto fascista.

10.30 - 9 settembre

La conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha deciso che inizierà intorno alle 19.30 alla Camera la votazione sulla fiducia al secondo governo di Giuseppe Conte. Dopo il suo discorso alla Camera previsto per le 11, la discussione generale riprenderà alle ore 13 e fino alle 17.30. Alle 17.45 ci sarà la replica di Conte e quindi le dichiarazioni di voto. Infine il voto di fiducia alle 19.30. Quindi si finirà dopo le 21 circa.

10.00 - 9 settembre

Prima del discorso di Giuseppe Conte, atteso per le 11, Giorgia Meloni si prende la piazza di Montecitorio per manifestare contro il nuovo esecutivo. «In nome del popolo sovrano. No al patto della poltrona», così si legge su alcuni striscioni. Nessun simbolo di partito – neanche quello di Fratelli Fratelli d’Italia della Meloni – ma solo bandiere con il tricolore riprodotto anche sui palloncini ai lati del palco. Attesi anche Matteo Salvini e il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.

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