L’asse Salvini-Meloni e l’attacco di Berlusconi: «La Lega ha sostenuto idee ingenue e pericolose del M5s»

Il leader di Forza Italia rivendica una diversità rispetto ai due alleati del centrodestra: «Non è pensabile un partito unico a trazione sovranista»

Matteo Salvini e Giorgia Meloni torneranno a incontrarsi questa settimana proseguendo quel percorso di (ri)avvicinamento che li ha visti recentemente sullo stesso palco: dalla manifestazione contro il governo Conte 2 alla kermesse di Fratelli d’Italia. Mentre Silvio Berlusconi cerca di rimarcare la distanza da entrambi: Siamo diversi. «Non è pensabile un partito unico del centrodestra a trazione sovranista. L’opa di Salvini su FI? Fallita».

«I sondaggi ci danno sopra l’8%, secondo partito del centrodestra» ha detto la leader di Fdi nell’intervento di chiusura del festival di Atreju, a Roma. Con la crescita alle ultime elezioni europee (dove il partito di Giorgia Meloni aveva superato il 6%), le conseguenze della crisi di governo innescata dalla Lega e le turbolenze interne a Forza Italia, Fratelli d’Italia spera infatti di superare alle urne il partito di Silvio Berlusconi nel centrodestra a trazione salviniana.

Dalla foto di gruppo di Atreju 2019 mancava però proprio Silvio Berlusconi, e non è la prima volta. Oggi il leader di Forza Italia è tornato ad attaccare Matteo Salvini, dopo avere recentemente bocciato la sua proposta di referendum sulla legge elettorale in chiave maggioritaria. «I nostri alleati della Lega hanno consentito ai M5S nei 14 mesi di alleanza di caratterizzare la politica economica e lo sviluppo del Paese sulla base delle idee grilline che sono al contempo ingenue e pericolose. Tutto questo in cambio di una mano libera alla Lega sulla immigrazione che era tanto buona nelle intenzioni quanto inadatta a raggiungere l’obiettivo. Salvini, poi, ha avuto il coraggio di proporre Di Maio premier…».

Intervenendo telefonicamente all’evento di Forza Italia a Viterbo, Berlusconi ha mandato anche un messaggio diretto ai suoi parlamentari: «Chi guarda al governo o alla nuova forza di Matteo Renzi si porrebbe fuori da Forza Italia o lontano fa Forza Italia. Ma non conosco nessuno che lo fa».

L’indiziata numero uno è Mara Carfagna, che pochi giorni fa aveva organizzato una cena (definita ovviamente ‘non di corrente‘) a Roma con un gruppo di parlamentari di Fi. Secondo il quotidiano La Repubblica la vice-presidente della Camera ha visto ieri Silvio Berlusconi. Un episodio liquidato da Antonio Tajani in questo modo: «Io non so nulla, io ero qui, non sono cose che interessano il popolo italiano».

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