«#Gretini», come si è attivata la macchina del fango nella settimana dello sciopero sul clima

Tornano a circolare sul web nuove e sorprendenti teorie su Greta Thunberg e il movimento studentesco Fridays For Future

Vieni Gretina, burattina di Soros e del sistema Bibbiano. Nei giorni delle manifestazioni globali per contrastare il cambiamento climatico il frankenstein di odio social ha ripreso a muoversi anche in Italia e sibilare insulti, accuse e insinuazioni sull’attivista sedicenne Greta Thunberg e, per associazione, l’intero movimento studentesco da lei iniziato.

Non si tratta di semplici critiche da parte di chi vede soltanto conformismo qualunquista tra i giovani che hanno risposto al suo appello, da parte da chi ha da ridire non soltanto sul contenuto dei suoi discorsi ma anche sul suo abbigliamento, il suo modo di parlare, il fatto che non cerchi di risultare simpatica a tutti i cosi.

Si tratta di vere e proprio teorie del complotto – la più nota forse, è l‘accusa di essere al soldo di George Soros, miliardario e filantropo fondatore dell’Open Society Foundations – che puntualmente tornano a circolare sul web, con inquietante regolarità, ogni volta che c’è una manifestazione all’orizzonte.

Greta di Bibbiano

Inquietanti anche perché tendono ad avere un carattere politico. Basta fare una piccola ricerca su Twitter usando l’hashtag #Gretini e tra i primi nomi che appaiono ci sono gli account di persone che giocano un ruolo minore, ma non per questo trascurabile, nella vita politica italiana. È il caso di Francesca Totolo, autrice presso Il Primato Nazionale, quotidiano vicino al movimento di estrema destra Casa Pound.

Per Totolo ci sarebbe «un progetto» che in qualche modo collega i consiglieri comunali Pd di Bibbiano con il movimento globale Fridays for Future, di cui Greta Thunberg è la fondatrice. Una rete internazionale che sequestra bambini per fini politici? Sembra essere questa l’idea di Totolo.

A tenerle compagnia c’è anche Carlotta Chiaraluce (Coordinatrice CasaPound Italia X Municipio di Roma) per cui Greta Thunberg è «un’arma di distrazione di massa», piuttosto che Carlo Botta «colui che ha avuto l’onore di realizzare i MiniBot per Borghi», come spiega la sua biografia su Twitter.

Per Botta, il piano ordito è altrettanto complicato: secondo la sua ricostruzione Greta – o la «bimbominkia» – sarebbe il burattino non del Pd o di George Soros, ma della Cina e dell’India, creata ad arte non dai suoi genitori ma dagli stati dei due paesi per sabotare l’Unione europea tramite una speculazione finanziaria internazionale senza precedenti.

Gli account anonimi

Sono casi che farebbero sorridere se non ci fosse un dato allarmante, ovvero che in Europa come negli Stati Uniti alcuni tra i più fervidi oppositori social di Greta Thunberg siano legati a associazioni come il European Institute for Climate and Energy (EIKE) o il Heartland Institute americano, che riceve finanziamenti dai fratelli Koch, i miliardari americani finanziatori del partito repubblicano. Tanto che ci sono media investigativi che parlano di «campagne d’odio orchestrate».

Ad alimentare il sospetto è la presenza di decine di account anonimi che, a suon di retweet, producono e condividono meme, video di dubbia autenticità, accuse infondate e commenti delegittimanti nei confronti di Greta Thunberg e il movimento Fridays for Future. Alcuni hanno soltanto qualche migliaia di follower. Ma l’opinione pubblica si manipola anche così, migliaia di follower alla volta.

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