Ex Ilva, appello di Salvini al governo: «Senza scudo nessuno investirà più da noi». E sulla Commissione Segre: «Troppo politica»

«Salvate l’Ilva, tornate indietro, rimettete quel provvedimento altrimenti nessuno verrà più a investire in Italia». E sulla commissione Segre: «Io non voglio che qualcuno da sinistra mi dica: questo è razzismo»

«Al di là della vicenda di Taranto che è devastante, tu stai dando al mondo il segnale che in Italia è meglio non investire perché tu firmi un contratto nel 2019 e te lo cambiamo nel 2020». Sono queste le parole del leader del Carroccio, Matteo Salvini, intervenuto alla trasmissione Di Martedì, su La7, a proposito del dossier più caldo del momento dopo che ArcelorMittal ha manifestato la volontà di recedere dal contratto dell’ex Ilva.

E nel ribadire ancora una volta la sua richiesta di ripristino dello scudo penale per la multinazionale franco-indiana, il segretario della Lega ha ricordato una parentesi del governo gialloverde: «Noi combattemmo con i 5 Stelle sullo scudo penale e infatti fu reintrodotto. Ed è per questo che faccio un appello a chi c’è al governo ora: salvate l’Ilva, tornate indietro, rimettete quel provvedimento altrimenti nessuno verrà più a investire in Italia».

La commissione Segre

Salvini è poi tornato nuovamente sulla Commissione Segre e sulla scelta del centrodestra di astenersi dal votarla: «Sull’antisemitismo siamo tutti d’accordo e va combattuto senza se e senza ma. Però per qualcuno, a sinistra, sostenere che le case popolari vadano prima agli italiani e poi agli immigrati è razzismo. Secondo me è un sacrosanto diritto», ha affermato il segretario leghista.

«Io non voglio che ci sia una commissione politica – perché è politica – dove qualcuno da sinistra mi dica: questo è razzismo. Questa è legittima difesa. La commissione è politica perché composta da parlamentari, non è che arrivano i marziani a fare la commissione», ha continuato.

«Detto questo, massimo rispetto per Liliana Segre e per chi porta sulla sua pelle i segni dell’orrore del nazismo o del comunismo. Giù le mani da Liliana Segre. Molto semplicemente invito a essere assolutamente tranquilli. L’ennesimo proiettile arrivato a Matteo Salvini non ha ricevuto mezza parola di condanna da parte di nessuno, né in politica né sui giornali. E io non vorrei che qualcuno ritenesse che la minaccia a Salvini e alla Lega vale di meno», ha aggiunto il segretario leghista quando gli è stato chiesto se ritenesse un errore aver paragonato le minacce alla senatrice a vita a quelle che riceve lui.

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