Mes, l’asse M5S-LeU per il rinvio. Salvini: «Conte mi vuole querelare? Si metta in coda, prima c’è Carola»

Bonafede smentisce un «ritorno di fiamma tra Di Maio e Salvini sul Mes»

La divisione del governo giallorosso sul fondo Salva Stati, apre a fronti inediti per quanto riguarda le alleanze. Da una parte M5S e Leu, che spingono per rivedere il trattato e chiedere un rinvio, dal’altra Pd e Italia Viva che vogliono procedere spediti all’approvazione della riforma. Dal fronte dell’opposizione, l’attacco duro di Salvini che sul Mes accusa il premier di tradimento e Conte che minaccia di querela.

Di Maio: «Accordo deve essere migliorato»

Per il ministro degli Esteri e capo politico del M5S Luigi Di Maio, che ha parlato con i giornalisti a margine della cerimonia di inaugurazione della sede di Napoli di Cassa Depositi e Prestiti, «il tema non è il Mes in sé, ma se sia un salva Stati o uno stritola Stati. Ieri abbiamo avuto una riunione del gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle e siamo tutti d’accordo sul fatto che questo accordo deve essere migliorato».

«Abbiamo anche detto che non c’è solo il Mes, ma una serie di altri strumenti che sono oggetto di riforma, in questo momento, come l’assicurazione sui depositi, l’unione bancaria. Sono tutti meccanismi – ha continuato Di Maio – molto complicati e tecnici che però possono impattare sulla vita reale di tutte le persone. Nei prossimi giorni – ha continuato Di Maio – faremo presenti tutte le perplessità che abbiamo sull’attuale impianto, senza voler creare difficoltà al governo. Lo vogliamo fare con lavoro di squadra, quel lavoro di squadra che ci ha sempre contraddistinti».

Di Battista sposa la linea Di Maio

Alla posizione di Di Maio si accoda Alessandro Di Battista, il pasionario del Movimento, che proprio oggi ha confermato che tornerà in corsa alle prossime elezioni: «Io penso che il Movimento debba alzare il tiro su determinati temi, come la giustizia, il Mes e le fondazioni dei partiti. Luigi Di Maio – ha dichiarato il popolare “Dibba” in un’intervistati al Fatto Quotidiano – lo sta facendo e io sono dalla sua parte, lo sostengo in questa linea».

Per Bonafede sul Mes nessun ritorno di fiamma fra Lega e M5S

Sempre dal fronte pentastellato, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede nega un «ritorno di fiamma tra Di Maio e Salvini sul Mes». «Salvini fa caciara su questo tema», ha aggiunto il ministro, eppure «quando sono successe le cose per cui ora sta alzando il polverone, era al governo». Il Movimento Cinque Stelle ha invece «una posizione chiara: fare in modo che un accordo, che è importante, sia conveniente per gli italiani. Lunedì il presidente del Consiglio verrà in Parlamento, a differenza di Salvini che scappava». Su un eventuale rinvio, ha spiegato Bonafede, «valuterà il Parlamento».

LeU si accoda al M5s

Ma il rinvio è anche la posizione scelta da Liberi e Uguali. A chiarire la scelta dell’ala più a sinistra del governo è il Ministro della Salute Roberto Speranza che fa eco alle parole di Di Maio e Bonafede: «Sul meccanismo europeo di stabilità è giusto fare la discussione più approfondita possibile coinvolgendo pienamente il Parlamento. Su una materia così delicata bisognerebbe evitare scontri strumentali e dovremmo invece, come Paese, difendere tutti assieme i nostri interessi. Per questo ha senso l’ipotesi di un rinvio volto a favorire una valutazione di pacchetto in cui oltre al Mes si affronti anche la delicata questione dell’Unione Bancaria».

Tutti contro Salvini

Divisione sul tema, ma esecutivo compatto contro Salvini. Se per Speranza il leader della Lega «fa solo propaganda», dal ministro per il Sud il dem Giuseppe Provenzano arriva l’affondo più deciso: «Matteo Salvini ha accusato il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte di alto tradimento, dimenticando, peccato, che nei giorni in cui c’è stato e si è chiuso l’accordo sul ‘salva Stati’ lui era vice premier e doveva essere informato, se non era in giro al Papete. Aveva due ministri che frequentavano Bruxelles e non sapevano quello che stava accadendo».

Sempre dal Pd, è Paola De Micheli, ministra delle Infrastrutture, a tracciare la linea del via libera al trattato: «Prima di tutto ci dobbiamo occupare di garantire il nostro Paese, la nostra situazione finanziaria e il nostro assetto di bilancio», ha detto la ministra a margine dell’inaugurazione della sede di Cdp a Napoli. «Ho parlato con il nostro ministro dell’Economia credo che ci chiariremo sui contenuti quanto prima».

Salvini a Conte: «Se vuole querelarmi lo aspetto, ma si metta in fila»

Intanto Matteo Salvini non molla la presa sul premier, a cui risponde ironicamente: «Se vuole querelarmi lo aspetto, si metta in fila, perché prima c’è Carola Rackete». E rivendica: «Grazie alla Lega gli italiani sanno che c’era un dibattito nascosto nelle segrete stanze dei palazzi tra Roma e Bruxelles e quindi ora Conte dovrà spiegarlo. Gli italiani sanno che c’è in ballo un trattato che mette a rischio i loro risparmi per salvare le banche tedesche quindi se qualcuno ha firmato qualcosa senza comunicarlo al Parlamento ne pagherà le conseguenze».

Il leader del Carroccio ha chiesto nuovamente un incontro con il presidente della Repubblica Mattarella «perché se qualcuno manca di parola e rispetto al Parlamento o chiede scusa o ne paga le conseguenze». Il riferimento è sempre al presidente del Consiglio. Sulla posizione dello stesso premier, Salvini sembra voler far fronte comune con gli ex alleati e alimentare la crepa sul Mes fra M5S e Conte: «Prima di sottoscrivere qualunque accordo bisogna tornare in Parlamento perché il Parlamento disse che non si firma nulla, noi non abbiamo cambiato idea e se anche il Cinque Stelle non lo ha fatto Conte non è autorizzato a firmare nulla».

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