Bonaccini-Borgonzoni: il confronto per la presidenza dell’Emilia-Romagna

Mancano cinque giorni al voto del 26 gennaio: il candidato del centrosinistra, presidente uscente della Regione, sfida la senatrice leghista, candidata del centrodestra

Con qualche minuto di ritardo rispetto alla tabella di marcia – la diretta era prevista per le 15:00 – è iniziato il secondo confronto dal vivo tra Stefano Bonaccini (centrosinistra) e Lucia Borgonzoni (centrodestra). Sono i due principali candidati della tornata elettorale che, il 26 gennaio, deciderà il prossimo presidente della Regione Emilia-Romagna.

Moderati dal direttore del Resto del Carlino, Michele Brambilla, il confronto era strutturato su 10 domande alle quali i candidati hanno dovuto rispondere in massimo due minuti. Sanità, lavoro, giovani e ambiente, sono alcuni dei temi toccati durante uno degli ultimi confronti prima del voto. E non è mancato un attacco alle sardine. «Dai giovani mi aspettavo meno astio e più sogni», ha detto Borgonzoni.

Sanità

Bonaccini: «Il governo gialloverde, di cui faceva parte la stessa Borgonzoni, ha stabilito che la regione di riferimento per la sanità è l’Emilia-Romagna. C’è bisogno di assumere nuovi professionisti, questo è vero, e li useremo in tre nuovi ospedali che stiamo aprendo. Dall’altra parte, vogliamo ancora investire per migliorare la riduzione delle liste d’attesa, anche se siamo i primi in Italia per tempi. Io difendo la sanità pubblica, la mia avversaria vuole portare il modello lombardo, che per metà è privato, funziona ma si creano cittadini di serie A e di serie B».

La replica di Borgonzoni: «Se dobbiamo essere sinceri, occorre dire che c’è qualcosa che non funziona. Dobbiamo ringraziare i medici e gli operatori per il loro impegno se abbiamo la sanità in Italia. Sfatiamo questa cosa che in Lombardia e in Veneto, dove governa la Lega, ci sono cittadini di serie A e serie B. Le strutture private sono accreditate dal pubblico. Non vogliamo copiare modelli altrui, ma vogliamo che i cittadini abbiano risposte nei tempi giusti».

Bonaccini vs Borgonzoni, il confronto

Bonaccini vs Borgonzoni, il confronto.In diretta LIVE in esclusiva, dalla sede de il Resto del Carlino, il faccia a faccia tra i candidati alla Presidenza dell'Emilia Romagna.

Gepostet von Il Resto del Carlino am Dienstag, 21. Januar 2020

Ospedali e punti nascita

Bonaccini: «Ho chiesto per un anno e mezzo una riunione per parlare del numero minimo di parti per tenere aperti i punti nascita, ma il governo gialloverde non ha mai risposto».

Borgonzoni: «Togliere punti nascita, togliere i servizi, fa perdere ai territori l’attrattività per le aziende e per le persone che ci abitano. C’è stata una volontà politica di chiudere quei punti nascita, parlare oggi di riapertura è una presa in giro palese».

Lavoro e giovani

Bonaccini: «Questi 5 anni prima regione in Italia di crescita per occupazione femminile, attività ed export. Sufficiente? No, dobbiamo fare ancora di più. Il primo atto che farò, dovessi diventare presidente è un patto per il lavoro e per il clima. La sostenibilità deve diventare un’occasione. Per i giovani, se ci verrà concessa l’autonomia che il governo precedente ci ha negato, riusciremo a investire quei soldi dirottati rigidamente da Roma per creare più dialogo tra giovani, istruzione e imprese».

Borgonzoni: «Ci allarma il dato della cassa integrazione, aumentato negli ultimi mesi. C’è una frenata per alcuni settori industriale della nostra regione. Il pubblico deve intervenire quando c’è un rallentamento dell’export. Vogliamo portare a un’aliquota unica l’irpef, portandola all’1%, così da aiutare le imprese. Se non si abbassano le tasse, non si riesce a far ripartire l’economia. Vorrei proposte meno ideologiche sull’ambiente, perché poi finiamo a trovarci con la plastic tax che mette in ginocchio le nostre aziende».

Autonomia

Bonaccini: «A questo governo voglio far capire che, a differenza di quello precedente, ci deve garantire l’autonomia. Senza chiedere nemmeno un euro in più a Roma, ma abbiamo capacità migliori di spesa se gestiamo noi stessi alcune risorse. Borgonzoni deve spiegare se abbassa l’Irpef quali servizi taglia, perché quei soldi vanno alla sanità, all’assistenza e alle soluzioni abitative. Piuttosto, e vi mostreremo le cifre, noi proponiamo il trasporto pubblico gratuito per gli studenti».

Borgonzoni: «Il presidente non sa di cosa parla quando affronta il tema della plastic tax. Noi non taglieremo mai sulla sanità. Il bilancio lo decide chi governa. Non taglieremo sugli ospedali o sulla disabilità. Disabili, peraltro, sfavoriti dalla regione. Sull’autonomia, fu bloccata per volontà del Movimento 5 stelle che oggi governa con il partito di Bonaccini, il Partito democratico».

Borgonzoni: «Molte regioni stanno andando avanti sull’autonomia. La questione è stata utilizzata in modo strumentale dai 5 stelle, che prima governavano con noi, ma adesso governano con il Pd. L’autonomia per i cittadini vuol dire tanto, si può chiedere per la sanità, ad esempio per assumere medici nonostante ci sia il blocco a livello nazionale. Ma se il nostro bilancio lo permette, perché non lo possiamo fare?».

Bonaccini: «Prima dell’appartenenza politica, mi interessano le ragioni di un provvedimento. Ho chiesto l’autonomia pur facendo parte del Pd e in tempi non sospetti. Siamo a un passo dalla meta, stiamo definendo i Lep, i livelli essenziali di prestazione, e i fabbisogni standard. Cosa cambia per i cittadini? Se otterremo l’autonomia richiesta, potremo fare i corsi di formazione per i giovani in concerto con le università. Veicoleremo le risorse per l’ambiente e per la scuola».

Sicurezza

Bonaccini: «Dicendo che io non voglio l’autonomia, si offendono tutte le parti sociali che hanno scritto con me la proposta al governo. Io ho collaborato anche con Fontana e Zaia per ottenere quell’autonomia. Sulla sicurezza bisogna domandarsi dove stanno le competenze. Ministero dell’Interno, forze di polizia e magistratura. Noi possiamo fare qualcosa come Regione, per esempio riforme per far interagire le banche dati, oppure dare più risorse alla polizia locale. Con Bellanova, ad esempio, daremo fondi per installare telecamere per controllare le aree agricole».

Borgonzoni: «Porto un esempio di quello che ha fatto Matteo Salvini per le città in cui viviamo. Con il decreto sicurezza, un milione e 300 mila euro sono arrivati per Bologna, così come fondi per la videosorveglianza. La regione è vero che ha delle competenze limitate, però noi, anche su questo, faremo un assessorato e vogliamo fare bandi per appoggiare tutti i comuni negli investimenti sulla sicurezza».

Infrastrutture

Borgonzoni: «Strade, infrastrutture che dovevano partire e invece sono bloccate. Sono state fatte tante promesse e poi, puntualmente, non vengono mantenute. Quando parliamo delle infrastrutture, oltre che alle strade, dobbiamo parlare di banda larga: ci sono zone dove non c’è copertura».

Bonaccini: «Cispadana, progetto definitivo depositato, l’abbiamo fatto diventare un progetto regionale e, entro fine anno, partirà un cantiere da due miliardi di euro. Campogalliano-Sassuolo? Anche lì, il cantiere è partito. Passante di Bologna, porto di Ravenna, progetto uscito, siamo in fase di bando e vogliamo raddoppiare le merci che entreranno nel porto. Potrei fare un elenco lunghissimo».

Ambiente

Borgonzoni: «La questione dell’ambiente bisogna trattarla in modo meno ideologico possibile. Siamo ancora disposti ad accettare i rifiuti che provengono da Roma? Secondo me bisogna fare un ragionamento. Dobbiamo tutelare l’agroalimentare, che l’amministrazione precedente ha quasi ignorato. Ragioniamo sulle discariche la cui presenza danneggia le imprese agricole».

Bonaccini: «Rimango sinceramente sbalordito: Salvini ha proposto di aprire un inceneritore in tutte le province, anche dove non ce n’è bisogno. Questa è una delle poche regioni che non ha mai esportato i propri rifiuti. Abbiamo dato anche lo stop alle importazioni di rifiuti per la parte che compete al pubblico, non possiamo dare imposizioni di questo tipo al privato. Evitiamo la demagogia. Perché prima ho parlato di patto per il clima?».

Propaganda

Borgonzoni: «Bonaccini ha cercato di denigrarmi in qualunque modo. Non penso di essere un genio, cerco semplicemente di risolvere i problemi. Bisognerebbe entrare nel merito delle proposte e delle idee, cercare di denigrare l’avversario in tutti i modi è sbagliato è poco rende al popolo degli emiliani-romagnoli. La cosa sbagliata che hanno fatto le Sardine è riempire le piazze contro una persona, dai giovani mi aspettavo meno astio e più sogni».

Bonaccini: «Una campagna elettorale sorprendente. Mi aspettavo di trovare un’avversaria, ho trovato un avversario. La mia avversaria è stata completamente oscurata, è una scelta che io rispetto, ma non ha permesso di parlare di Emilia-Romagna. Anche perché la Lega ha detto che vincere qui serve per mandare il governo a casa. Avrei voluto discutere di temi, ma vedete, siamo stati definiti una regione da liberare. Come faccio a parlare di temi se hanno riempito i social di gattini, animali, cibo, cose che adoro, ma non ho usato per fare propaganda».

Appello finale

Bonaccini: «Non c’entra niente Bibbiano, non c’entra niente il governo Conte, non c’entra niente il caso Gregoretti. C’entra solo l’Emilia-Romagna, una regione, e chi si vuole mandare al suo governo per i prossimi cinque anni».

Borgonzoni: «C’entra il caso di Bibbiano, perché è la gestione dei minori dell’Emilia-Romagna. C’entra il governo centrale, perché sono loro ad aver deciso la plastic-tax. Possiamo liberare l’Emilia-Romagna? Sì, la possiamo liberare da un sistema che la opprime da quasi 50 anni. Vogliamo tornare a sognare».

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