Venti di crisi nel Governo, Conte può stare sereno? Voto anticipato, l’aiuto dei “responsabili”: cosa può succedere ora

Il governo sull’orlo della crisi: le mosse di Renzi, la debolezza del M5S e chi è pronto a venire in soccorso all’esecutivo in caso di uscita da parte dell’ex premier

In un solo giorno la situazione nel governo sembra essere precipitata fino al limite della frattura definitiva. A portare la tensione al livello della crisi è stata Italia Viva che ha disertato il Consiglio dei ministri di ieri sera che ha dato il disco verde al lodo Conte bis sulla prescrizione. Il botta e risposta fra Matteo Renzi, che ha parlato apertamente di elezioni anticipate, e il premier, che ha definito l’atteggiamento dei renziani «opposizione maleducata» e ha chiesto un chiarimento, formalizza uno scontro che sembrava essersi attenuato dopo la decisione di non inserire la riforma della prescrizione come emendamento nel Milleproroghe.


Zingaretti da parte sua ha cercato di riportare la discussione sui temi della crescita, chiamando alla responsabilità e chiedendo di chiudere con i «tatticismi e battaglie di posizionamento politico velleitarie», chiaro messaggio a Italia Viva. Ma il segretario Pd contemporaneamente fa sapere che il gioco di Renzi è ormai scoperto: l’ex premier a questo governo non crederebbe più e starebbe cercando di replicare ciò che ha fatto nel 2014 con Enrico Letta. In pratica un «Conte stai sereno».

Agenzia Vista | Il premier Giuseppe Conte dopo il Consiglio dei ministri del 13 febbraio

M5s in affanno

Nel momento più difficile per il governo pesa anche la debolezza del Movimento 5 Stelle che non ha ancora superato l’addio alla leadership del capo politico Di Maio e stenta a trovare una nuova guida. I sondaggi intanto danno il movimento in costante calo e la figura più popolare, lo stesso Conte, ormai è vista come corpo a sé stante rispetto al M5S. Di più, aver scelto Bonafede come capo delegazione nel governo ha di fatto polarizzato il tema giustizia non allentando di certo le frizioni con gli alleati.

Le prossime mosse di Renzi

Intanto Renzi starebbe preparando le sue mosse. La riconciliazione sulla giustizia sembra ormai impossibile dopo che il Consiglio dei ministri, assenti i suoi, ha deciso di inserire il lodo Conte nel ddl sul processo penale: per l’ex segretario Pd, una provocazione. Renzi sarebbe quindi pronto a presentare una mozione di sfiducia al Guardasigilli Bonafede già a metà marzo. A quel punto la maggioranza, tecnicamente e politicamente, non esisterebbe più.

I responsabili

Il governo però potrebbe sopravvivere al colpo di mano dell’ex sindaco di Firenze. Si parla di una telefonata di ieri sera fra Conte e il presidente Mattarella in cui il premier avrebbe in qualche modo rassicurato il Capo dello Stato sulla presenza di diversi “responsabili” (soprattutto al Senato, dove i numeri dell’esecutivo sono ballerini) disposti a venire in soccorso della maggioranza.

I parlamentari disposti a garantire la sopravvivenza del governo giallorosso proverrebbero dalle fila dei forzisti di Mara Carfagna, dai centristi dell’Udc e anche, per quanto sembrerebbe un paradosso, da Italia Viva. Infatti nel gioco intricato del Palazzo l’ex premier sembrerebbe disposto a “concedere” qualche suo parlamentare per proseguire l’esperienza del governo: tutto questo in attesa degli eventi e mettendo così in stacco Conte potendo alla bisogna far fare un passo indietro ai suoi.

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