Coronavirus, ecco dove si continua a giocare. Il River chiude lo stadio, pronte le sanzioni

In Sud America la squadra di Buenos Aires viene sanzionata per essersi rifiutata di aprire lo stadio

Si fermano tutti, o quasi, per Coronavirus. Mentre Fifa e Uefa entrano nella settimana decisiva, e che potrebbe chiudere le competizioni fino a inizio maggio, in diversi Paesi si continua a giocare. Come se nulla fosse. Sono 29 in tutto, in alcuni gli stadi sono ancora affollati.


Si prosegue nella normalità, tra gli altri, in Russia (porte aperte), Ucraina, Bierlorussia, Serbia e Turchia, Paese quest’ultimo dall’elevata competitività con la lotta al vertice che coinvolge 4 squadre racchiuse in altrettanti punti. Spalti vuoti, ma molte tifoserie, come quella del Besiktas, impegnato oggi nel derby contro il Galatasaray (0-0), si sono assembrate per caricare i propri beniamini.

Si continua a giocare (anche se spesso in regime di porte chiuse) in Brasile, Argentina e Messico anche se alcuni club, come gli argentini del River Plate, si sono già messi di traverso. I Millionarios di Buenos Aires, in particolare, si sono rifiutati di giocare la loro partita di Copa de la Superliga contro l’Atletico Tucuman (squadra contro cui avevano già perso il campionato all’ultima giornata): l’arbitro ha trovato lo stadio chiuso e, con il conforto di un notaio, ha dovuto certificare l’impossibilità di disputare il match. La Federazione argentina ha già annunciato pesanti sanzioni contro i biancorossi di Buenos Aires.

Foto di copertina Ansa

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