Capitano cacciato dal Pentagono per aver chiesto di «salvare i suoi marinai dal Coronavirus»: in migliaia firmano la petizione per reintegrarlo

La notizia è esplosa dopo la pubblicazione sul San Francisco Chronicle della lettera inviata dall’uomo al ministero della Difesa

Questa è una storia che, se fosse stata sceneggiata da un hollywoodiano, sarebbe probabilmente diventata un cult. Il capitano Brett Crozier della Theodore Roosvelt, portaerei della marina militare Usa, è stato silurato dal Pentagono. La sua “colpa” è aver lanciato l’allarme di un focolaio di Coronavirus a bordo della nave, chiedendo l’evacuazione dei suoi marinai che, secondo il comandante, stavano mettendo inutilmente a rischio la loro vita.


L’epidemia sulla Theodore Roosvelt è esplosa il 24 marzo scorso. Da allora 137 marinai sono risultati positivi al virus, rappresentando oltre il 10% di tutti i casi nelle forze armate statunitensi. Il capitano Brett Crozier ha specificato che quasi 5mila persone convivevano a stretto contatto in 333 metri quadri. Ma dai vertici Us Navy è arrivato un solo, laconico, ordine: «Isolateli».

«Serve una decisione politica, ma è la cosa giusta da fare. Non siamo in guerra, non c’è bisogno di far morire i marinai. Se non agiamo subito, falliremo nel prenderci cura del nostro bene più prezioso: l’equipaggio», ha scritto l’uomo in una lettera ai suoi vertici. Una missiva che è stata ignorata, salvo poi essere resa pubblica dal San Francisco Chronicle.

I vertici però non hanno gradito l’appello all’evacuazione. Per il sottosegretario alla Marina Thomas Modly, «lo sbarco non era necessario». Secondo il ministro della Difesa Mark Esper «una nave da guerra non può ritirarsi, deve restare pronta all’azione». Ad applaudire il capitano però i suoi sottoposti. L’addio del comandante è stato ripreso da un cellulare da uno dei marinai, mentre qualcuno di loro gridava: «Questo è il modo in cui mandate via uno dei migliori capitani di sempre?».

A prendere le sue difese anche il comandante Guy Snodgrass: «Si preoccupa prima di tutto della salute e del benessere dei suoi marinai». Mentre tra gli ambienti vicini alla Casa Bianca è cominciato il rimpallo di colpe: il democratico Joe Biden accusa l’amministrazione Trump di aver cacciato un uomo che aveva la sola colpa di aver fatto il suo dovere, mentre il presidente Usa risponde: «Non è vero che l’abbiamo cacciato perché voleva proteggere i suoi uomini». Ora sul web è iniziata una raccolta firme per chiedere che Brett Crozier venga reintegrato. Più di 120mila persone hanno già risposto all’appello.

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