Coronavirus, il “promettente farmaco” anti-Covid è “un fallimento”: l’Oms pubblica per errore i test sul Remdesivir

Già sperimentato contro Ebola, era guardato con molto ottimismo dagli scienziati internazionali (e da Trump). Ma i test sono andati male

[In data 30 aprile 2020 sono stati riportati altri studi in merito al farmaco Remdesivir, tra questi uno ritenuto molto positivo. Come riporta Medicalfact: «sono stati descritti i risultati preliminari dello studio clinico controllato “Adaptive COVID-19 Treatment Trial”, or ACTT, che ha coinvolto 1.090 pazienti, e rappresenta il primo studio randomizzato e di larga scala per questo trattamento. In questo studio l’uso di Remdesivir ha ridotto in modo statisticamente significativo il tempo medio di guarigione (definita come dimissioni dall’ospedale e ritorno alle normali attività) da 15 giorni a 11 giorni.»]


Finisce male e per di più con una sorta di gaffe la sperimentazione sul farmaco Remdesivir, potente antivirale sviluppato dalla multinazionale americana Gilead Science per il contrasto al Coronavirus noto anche perché proprio il presidente americano Donald Trump ne aveva parlato come di un farmaco “promettente” nel combattere la pandemia. Il Financial Times è stato tra i primi giornali internazionali ad accorgersi di quanto era accaduto: l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha pubblicato per errore i risultati della ricerca effettuata in Cina sul farmaco. E anche se poco dopo il paper è stato cancellato dal sito dell’Oms, vari giornalisti in tutto il mondo sono riusciti a leggere i contenuti tutt’altro che confortanti.

Proprio perché l’uso del farmaco si è già diffuso in tutto il mondo, non è tra quelli testati dal gruppo di ricercatori di Oxford che sta valutando in parallelo le terapie più promettenti. A sperimentarlo su 237 pazienti con sintomi importanti sono stati dunque dei ricercatori cinesi. Il risultato, sebbene non definitivo, è inequivocabile: a 158 pazienti è stato somministrato il farmaco mentre 79 sono stati trattati senza farmaco e con un placebo.

Tra i due gruppi non c’è nessuna differenza significativa nell’andamento della malattia o nei tempi di guarigione. Poco meno del 14% dei malati trattati con Remdesivir sono morti, contro il 13% del gruppo di controllo. Infine, 11 pazienti che lo prendevano hanno dovuto interrompere per via degli effetti secondari, mentre nel gruppo di controllo che usava solo la terapia standard solo 4 persone hanno interrotto i farmaci.

Che succede ora

Il farmaco sviluppato dalla Gilead è indubbiamente uno tra quelli di cui più hanno parlato scienziati e politici di diversi paesi come tra quelli che più facilmente avrebbero rappresentato una cura per il Coronavirus. L’azienda ha fatto sapere, dice il Guardian, che potrebbe comunque essere usato per chi ha sintomi lievi. Ma è possibile che non si possa usare neppure in casi del genere, per via degli effetti collaterali.

Il parere degli esperti:

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