Coronavirus, ecco i magazzini pieni di mascherine: così la burocrazia cinese frena l’esportazione – Il video

Kit Covid19, camici, e dispositivi di protezione individuali. Un video ottenuto dall’emittente qatariota fa luce sulla quantità di materiale medico fermo in Cina in attesa di essere esportato negli ospedali

Magazzini pieni. Lunghe file di imballaggi contenenti materiale medico sanitario e dispositivi di protezione individuali bloccati nei magazzini cinesi. Un video girato lo scorso 19 aprile, e ottenuto dall’unità investigativa di Al Jazeera, mostra come la Cina stia rallentando la consegna delle forniture mediche necessarie alla protezione di migliaia di operatori sanitari in tutto il mondo. Un arretrato di merci fermo nel più grande centro di smistamento del Paese: l’aeroporto internazionale di Shanghai.

La Cina produce infatti quasi la metà della fornitura mondiale di attrezzature mediche protettive con Stati Uniti ed Europa tra i suoi principali clienti. Una produzione che negli ultimi mesi è aumentata notevolmente. Secondo una fonte contattata da Al Jazeera, la situazione nei magazzini cinesi è una «carneficina».

Parlando in anonimo per paura di ripercussioni, l’agente ha riferito all’unità investigativa di Al Jazeera come «il grado di burocrazia che abbiamo incontrato in quasi ogni settore sia stato orrendo». «Siamo stati in grado di procurarci DPI di alta qualità. La sfida è però farli uscire dalla Cina e portarli nel Paese dove sono richiesti», ha aggiunto la fonte.

Con il diffondersi della pandemia a livello globale, la richiesta di dispositivi di protezione è aumentata così come si sono intensificati i criteri sanitari per l’esportazione. La fonte non ha puntato il dito contro i funzionari cinesi per l’inasprimento delle regole, ma ha detto di essere preoccupato per l’impatto. «Impongono quasi quotidianamente nuovi criteri a cui gli esportatori devono attenersi. Ti trovi costantemente di fronte a richieste mutevoli. Stai per caricare le tue cose sull’aereo e poi ti devi fermare. Un nuovo mandato viene emesso dal governo cinese: “Ora abbiamo bisogno di questi francobolli e questi documenti per esportare quel tipo di DPI”».

Una severità su cui è intervenuto anche il governo americano chiedendo a Pechino di allentare le misure di controllo per permettere di accelerare l’esportazione delle merci. In alcuni casi, i carichi dei dispositivi di protezione individuali devono aspettare dietro a una montagna di beni di altro consumo come tv, computer o abbigliamento, rimasti bloccati in Cina da gennaio, quando il Paese ha fermato i viaggi e le esportazioni e dichiarato il lockdown totale a Wuhan. Un intoppo che ancora non permette di dare priorità al materiale sanitario.

Secondo la fonte, un altro problema riguarda gli approvvigionamenti degli ospedali, sempre in lotta per acquistare mascherine, camici, guanti e kit Covid. Molti scoprono di essere in competizione con uomini d’affari che offrono milioni di dollari per acquistare l’intera produzione di dispositivi di sicurezza nelle fabbriche cinesi per trarre poi profitto dall’aumento dei prezzi.

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