Zaia ha gli stessi dubbi di Trump: «Se il Coronarivurus perde forza, vuol dire che è artificiale» – Video

Il rallentamento della pandemia con il calo dei contagi quotidiani tanto in Veneto quanto nel resto d’Italia hanno fatto nascere più di un sospetto al presidente Luca Zaia sulla natura del Coronavirus. Sulla scia dei sospetti da tempo rilanciati sul laboratorio di Wuhan, non ultimi quelli dagli Stati Uniti da parte della Casa Bianca, il governatore veneto nell’ultima conferenza stampa ha fatto capire di nutrire anche lui gli stessi dubbi di Donald Trump: «Dico una cosa che farà arrabbiare qualcuno – ha detto Zaia – se il virus perde forza vuol dire che è artificiale. Un virus non perde forza con questa velocità, se perde forza allora probabilmente potrebbe essere di natura artificiale. Si è scritto tanto di questo virus, se se ne va tanto velocemente secondo me c’è qualcosa di mezzo di artificiale».


Dubbi che in realtà sarebbero stati ampiamente smentiti dalla comunità scientifica, sin da quando erano esplose le polemiche per il famoso servizio del Tg Leonardo della Rai sul Coronavirus artificiale sviluppato nel laboratorio di Wuhan. Al momento l’unica evidenza è la perdita di forza della diffusione dei contagi, dopo due mesi di lockdown imposto su tutta Italia e il monitoraggio che in Veneto più che altrove è stato fatto sui potenziali positivi.

Il chiarimento di Zaia

Dopo la conferenza stampa, Zaia ha poi chiarito all’Ansa: «Solo gli scienziati possono sequenziare il virus, vederne il dna, capire se risulta essere un ‘taglia e cuci’, avere frammenti di altri virus, oppure essere ‘autentico’. Il nostro mestiere è occuparci della salute dei cittadini, che non prescinde dal fatto che informazioni come questa darebbero risposte a molti quesiti di natura anche clinica». A proposito quindi dei dubbi sollevati sulla presunta origine artificiale del virus, il governatore veneto si è difeso: «Ho solo risposto a una domanda dei giornalisti rispetto al calo drastico del contagio. È indubbio che i fattori possono essere molteplici, e la comunità scientifica spesso non è concorde sulle cause: cambio delle temperature; l’andamento naturale dei Coronavirus, che se ne vanno in primavere/estate; la mutazione del virus; un virus artificiale. Un’ipotesi quest’ultima – ha concluso – tutta da dimostrare, che è in capo agli esperti».

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