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Coronavirus. L’Onu chiede l’aiuto a Donald Trump per gravi violazioni dei diritti umani in Italia? No!

Un tweet pubblicato da un’attivista di un’organizzazione sociale ecuadoriana è stato scambiato per una richiesta di aiuto dell’ONU

Il 17 maggio 2020 diversi siti e pagine social hanno diffuso la presunta notizia dell’ONU che accuserebbe l’Italia di aver violato i diritti umani durante l’emergenza Coronavirus. La fonte della notizia sarebbe Alicia Erazo, la quale su Twitter chiede a Donald Trump di intervenire. Tra coloro che hanno diffuso la notizia distorta in Italia troviamo, ad esempio, Imolaoggi con due titoli: quello scorretto, dove attribuisce ad Alicia Erazo il ruolo di «commissario ONU», e poi quello corretto, dove si riporta la sigla corretta dell’organizzazione sociale dell’Ecuador di cui fa parte.

Sintesi

Alicia Erazo non è commissario ONU per i diritti umani, ma fa parte come «Alto Comisionado Internacional» di un’organizzazione sociale chiamata Comisionado Internacional DERECHOS HUMANOS registrata in Ecuador a fine 2019. L’attuale Alto Commissario per i Diritti Umani è l’ex presidente del Cile Michelle Bachelet. Quest’ultima ha criticato l’uso della forza in alcuni paesi del mondo – senza citarli – durante l’emergenza Coronavirus.

La ricerca Google fornisce ancora la prima versione del titolo di Imolaoggi dove attribuisce il ruolo di commissario ONU ad Alicia Erazo.

Il tweet dell’equivoco

Il 15 maggio 2020 l’account Twitter di Alicia Erazo pubblica il seguente tweet rivolto a Donald Trump:

@realDonaldTrump S.O.S Mister President:serious violations of human rights to the Italian people with the excuse of the coronavirus by government. Alicia Erazo,CIDHU International High Commissioner for Human Rights,for Europe,Asia an Oceania.

Benché si firmi come «CIDHU International High Commissioner for Human Rights», un’organizzazione sociale ecuadoriana, alcuni siti hanno diffuso la notizia che lei fosse l’Commissario ONU per i Diritti Umani.

La copia di Cache di Google dell’articolo di ImolaOggi dove attribuivano il ruolo di «commissario ONU per i diritti umani».

L’organizzazione sociale ecuadoriana del 2019

Comisionado Internacional DERECHOS HUMANOS è un’organizzazione sociale nata in Ecuador il 22 aprile 2019, come riportato nel sito ufficiale.

Secondo le indicazioni presenti nel sito statale Sociedadcivil.gob.ec, dovrebbe risultare registrata come «organizacion de hecho» nel registro apposito. Infatti, attraverso il motore di ricerca delle organizzazioni sociali troviamo proprio quella di cui fa parte Alicia Erazo:

Il sito statale fornisce molte informazioni, come un elenco dei membri e lo Statuto dove poter consultare la data della stipula: il 3 novembre 2019.

Ciò spiegherebbe come mai la pagina Facebook è stata creata il 16 ottobre 2019 e il registro del dominio Cidhu.org risale al mese di settembre 2019:

Chi è Alicia Erazo

Alicia Erazo è la responsabile Europa e Oceania dell’organizzazione ecuadoriana di recente formazione.

Dal sito Cidhu.org

Si presenta nella sua pagina Facebook come giornalista internazionale e interviene nel sito Corrierenazionale.net – dell’Associazione Italiani nel Mondo APS – trattando argomenti legati ai diritti umani di cui si dichiara «attivista mondiale» (dal suo profilo Twitter è possibile vedere tutte le attività svolte e le sue prese di posizione su svariati casi del mondo latino americano).

L’articolo di Strettoweb che definisce Alicia Erazo come «ambasciatrice per i diritti umani dell’ONU».

Nel 2017 ottiene il riconoscimento «Napolitan Victory Awards», dedicato ai politici e comunicatori di lingua spagnola, nella categoria «Global Democracy Awards». Il 20 marzo 2020 lancia un appello video su Youtube, insieme ad altri membri dell’organizzazione, rivolta ai cittadini dell’Ecuador per una campagna simile a quella fatta in Italia con l’hashtag #StateACasa:

Cosa ha detto il vero Commissario ONU

Nel profilo Facebook di Alicia Erazo troviamo un post del 28 aprile 2020 dove viene condiviso un articolo di ImolaOggi dal titolo «ONU: governi non mettano a tacere l’opposizione per restare al potere»:

FACCIO MIE LE PAROLE DI MICHELE BACHELET, ALTO COMMISSARIO DELLE NAZIONI UNITE PER I DIRITTI UMANI E INVITO AL GOVERNO ITALIANO E ALLE FORZE DELL’ORDINE; NON AGIRE CONTRO IL POPOLO, LA LIBERTÀ, LIBERTÀ DI ESPRESSIONE, PENSIERO, MANIFESTAZIONE E MOBILITAZIONE; E’ UN DIRITTO UMANO UNIVERSALE, BASTA DI OPPRESSIONE!!! Alicia Erazo Alto Commissario Internazionale dei Diritti Umani CIDHU per Europa, Asia e Oceania.

Hago mias las palabras de Michele Bachelet, Alto Comisionado de las Naciones Unidas ONU para los Derechos Humanos e invito al Gobierno italiano y fuerzas del órden, NO ACTUAR contra el pueblo, la libertad, libertad de expresión, pensamiento, manifestación y movilización; es UN DERECHO HUMANO UNIVERSAL, Basta de tanta OPRESIÓN!! Alicia Erazo. Alto Comisionado Internacional de Derechos Humanos CIDHU para Europa, Asia y Oceanía.

L‘intervento di Bachelet risale al 27 aprile 2020 nel quale parla di alcune segnalazioni di abusi compiuti dalle forze dell’ordine nei confronti di cittadini più poveri e in stato di necessità:

“There have been numerous reports from different regions that police and other security forces have been using excessive, and at times lethal, force to make people abide by lockdowns and curfews. Such violations have often been committed against people belonging to the poorest and most vulnerable segments of the population,” the High Commissioner said.

“Shooting, detaining, or abusing someone for breaking a curfew because they are desperately searching for food is clearly an unacceptable and unlawful response. So is making it difficult or dangerous for a woman to get to hospital to give birth. In some cases, people are dying because of the inappropriate application of measures that have been supposedly put in place to save them,” Bachelet said.

“In some countries, thousands have also been detained for curfew violations, a practice that is both unnecessary and unsafe. Jails and prisons are high risk environments, and states should focus on releasing whoever can be safely released, not detaining more people.”

Atti violenti, a volte anche letali, così come detenzione per coloro che violavano le regole di contenimento del virus. C’è però un limite dove determinate azioni possono essere prese in considerazione, secondo il Commissario:

The guidance document stresses that, as in normal times, law enforcement officials should adhere to the principles of legality, necessity, proportionality and precaution.

“They should only use force when strictly necessary, and lethal force can only be used when there is an imminent risk to life,” Bachelet said.

Quindi, secondo il Commissario ONU per i diritti dell’uomo, la forza andrebbe usata solo quando estremamente necessario. La vita è sacra, ma la forza letale andrebbe usata solo nel caso di rischio per la vita stessa di qualcuno. Bachelet parla anche di leggi introdotte da alcuni paesi contenenti riferimenti vaghi e frasi aspre, le quali destano preoccupazione sui diritti come la libertà di espressione in particolare delle opposizioni politiche ai governi:

Measures and laws introduced in some countries contain references to vaguely defined offences, coupled at times with harsh sentences, fuelling concerns they may be utilized to muzzle the media and detain critics and opponents. Although measures to restrict movement and assembly are legitimate in such circumstances, public confidence and scrutiny are essential for them to be effective.

Benché la Bachelet non abbia riportato i nomi dei paesi del mondo dove sarebbero giunte le segnalazioni, non risulta che in Italia ci siano state leggi repressive nei confronti della libertà di espressione o scenari che abbiano portato ad azioni delle forze dell’ordine addirittura letali nei confronti della popolazione. Il riferimento potrebbe essere, ad esempio, quello dell’Ungheria di Orban.

Open.online is working with the CoronaVirusFacts/DatosCoronaVirus Alliance, a coalition of more than 100 fact-checkers who are fighting misinformation related to the COVID-19 pandemic. Learn more about the alliance here (in English).

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