Coronavirus, Muccino contro la movida milanese. L’accusa: «Fake news». Lamorgese ai giovani: «Responsabilità»

«Che non vada bene è assolutamente chiaro, ma c’era da aspettarselo dopo due mesi di chiusura», ammette il sindaco Sala

Che la movida e la gente di nuovo per le strade dopo il lungo lockdown causato dal Coronavirus sia una delle preoccupazioni principali di questa fase 2 e della necessità di “convivere” con il virus ma impedendo la risalita dei contagi, è innegabile. Ma secondo alcuni, rischia di diventare un’altra caccia alle streghe. Accade sui social al regista Gabriele Muccino. «Qui Milano. Abbiamo un problema», scrive Muccino su Twitter ieri sera, postando una foto di una strada affollata del capoluogo lombardo, piena di persone vicine, troppo vicine, in pieno happy hour.

Come già erano state rispedite al mittente le critiche alle immagini dei Navigli affollati nel primo giorno di inizio allentamento delle misure restrittive, lo scorso 4 maggio, anche questa volta non manca chi accusa il regista di fake news. «A Milano piove, e un’ora fa diluviava e tirava vento e come si vede dalla foto il selciato è asciutto», commenta un’utente. «Io dico che è ora di finirla con ‘ste inquisizioni su Milano e Lombardia e questa foto è falsa. Punto Andate a fotografare le migliaia di assembramenti in Italia». D’altro canto invece non mancano repliche preoccupate. «Non capisco come ci possa essere così poca considerazione per la propria vita e quella delle persone che ci circondano», commenta un’altra utente.

Il commento del sindaco

«Un po’ c’era da aspettarselo, che non vada bene è assolutamente chiaro, ma c’era da aspettarselo dopo due mesi di chiusura», ammette oggi il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, in diretta a Live Non è la D’Urso su Canale 5. «La situazione sanitaria per fortuna è sotto controllo ma è chiaro che così il rischio c’è», dice il primo cittadino. «Non vorrei chiudere per il bene di quelli che lavorano ma vediamo com’è la situazione, spiega ancora. Milano ha 1,4 milioni di abitanti, più di 4 mila bar, 1700 chilometri di strade, è chiaro che il nostro dovere è controllare, ma controllare tutto è impossibile e chi dice diversamente lo dice per attaccare. È una situazione frustrante».

In tutta Italia

Non è finita, serve molta attenzione o tornerà la pandemia, avverte il Viminale. Un appello che la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese rivolge soprattutto a ragazzi e ragazze: «Avere restituito la libertà di uscire può aver indotto a pensare che sia tutto superato, ma così non è. È opportuno lanciare un messaggio ai giovani: se dovesse tornare l’epidemia sarebbe un fallimento per il Paese. Supereremo questa emergenza solo se operiamo tutti con grande senso di responsabilità».

I governatori di Lombardia e Campania nel frattempo ribadiscono la linea della fermezza: «Chiedo ai sindaci rigore per punire non i gestori dei locali, ma i clienti che dimostrano poco rispetto anche nei loro confronti», dice Attilio Fontana. «Lo Stato ha il dovere di imporre il rispetto delle regole e di garantire le norme di sicurezza», tuona Vincenzo De Luca. Nel complesso, comunque, eccetto i casi del capoluogo campano e di Milano, o di Bergamo, Brescia e Perugia, la maggior parte delle persone per il momento sembra essersi comportata con assennatezza e le multe sono state contenute.

In copertina la foto postata da Gabriele Muccino su Twitter

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