A scuola a settembre, Azzolina: «Ipotesi visiere in classe e divisori tra i banchi»

Sul tavolo del ministero dell’Istruzione si preparano diversi scenari: da un’epidemia in ritirata a un Coronavirus ancora forte

Sei mesi senza scuola. Sei mesi senza lezioni, maestre e maestri, verifiche e ricreazioni. Sei mesi che dovrebbero finire a settembre 2020, comunque si evolva l’epidemia di Coronavirus. La scadenza è chiara e questa sera la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha cominciato a chiarire come ci si dovrà arrivare. Dopo due ore di videoconferenza con diversi operatori del mondo della scuola e con il premier Giuseppe Conte, Azzolina ha spiegato a quanto arrivano i fondi messi in campo: «Sulla scuola stiamo mobilitando risorse per oltre 4 miliardi di euro».


Di tutta questi investimenti, circa 330 milioni verranno destinati all’edilizia scolastica leggera. La ministra ha aggiunto anche che nel decreto scuola ci sarà una norma a fare dell’autonomia dei comuni: «La norma contenuta nel decreto scuola favorirà i lavori dando ai sindaci potere di intervenire».

Si valutano i divisori tra i banchi

Il piano per il ritono a scuola prevede diverse opzioni, a seconda dell’andamento del contagio in estate. Se l’intensità dell’epidemia di Coronavirus fosse ancora alta, si potrebbe pensare anche a divisori da inserire tra un banco e l’altro:

«Il documento del Comitato tecnico scientifico (Cts) sulle scuole – spiega Lucia Azzolina – sarà valutato rispetto all’andamento epidemiologico. Oltre alle mascherine ci sarà possibilità di usare le visiera anche per andare incontro alle esigenze di studenti con difficoltà respiratorie e ipoacusici. Il Cts sta valutando anche la possibilità di compartimentare i banchi, con divisori, anche per garantire maggiore sicurezza».

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