Fase 3, Speranza sul vaccino: «Non spettatori ma superpotenze». E sui voli: «Il 15 giugno è troppo presto per tornare alla normalità»

Il ministro ha riferito al Senato le misure intraprese dal governo nella fase 3 per il post emergenza Covid

Con 124 voti a favore e 90 voti contrari è stata approvata dal Senato la risoluzione sulle comunicazioni del ministro della Salute Roberto Speranza in merito ai contenuti dei provvedimenti per il contenimento del Coronavirus. Nella giornata di oggi il ministro aveva anticipato all’aula quali sarebbero state le strade prese dal governo in materia di Sanità.

L’intervento in Senato del ministro Speranza

«Abbiamo l’obbligo di fare esperienza. Di correggere e superare i limiti che l’emergenza ha messo in evidenza», così il ministro della Sanità Roberto Speranza ha aperto l’intervento in Aula al Senato relativo al contenuto dei provvedimenti per l’attuazione della fase 3 post emergenza Coronavirus. «Con le misure adottate da governo e regioni abbiamo salvato la vita a migliaia di persone. – ha proseguito Speranza – Siamo stati il primo Paese occidentale a essere colpito, abbiamo dovuto agire senza avere un modello facilmente replicabile. Le nostre scelte, nelle settimane successive, sono state seguite da molti altri paesi d’Europa e del mondo. Oggi possiamo dire che non vi era alternativa alle durezza delle misure adottate».

«Aumentano i guariti, si riduce la curva del contagio, molte regioni sono a 0 o prossime allo 0, diminiuscono i decetuti. L’indice Rt è in tutta Italia sotto la soglia di 1. Sono dati incoraggianti – ha osservato Speranza – ma che rappresentano solo una parte della realtà. Le analisi indicano due indicazioni ben precise. La prima: l’epidemia non si è conclusa, non è finita, ci sono ancora focolai di trasmissioni attivi. La seconda: il virus, anche se in forma ridotta, e con una prevalenza di casi asintomatici, continua a circolare».

Speranza ha poi evidenziato come «siamo sulla strada giusta ma il nemico non è vinto». Si rende quindi «ancora indispensabile il distanziamento,
l’utilizzo delle mascherine, l’igiene personale, evitare gli assembramenti, restare a casa e avvisare il medico immediatamente ai primi sintomi» . Il ministro ha invitato quindi a «non abbassare la guardia».

«Bisogna continuare e rafforzare le attività di screening e di contact tracing, – ha proseguito – anche con le nuove tecnologie e con l’analisi sierologica in corso. Occorre tenere alto il numero di tamponi effettuati soprattutto per ricercare possibili focolai laddove il Covid ci ha fatto più male. Non bisognerà esitare a prendere nuovi provvedimenti rigorosi laddove si manifesti la necessità» .

Sul fronte delle nuove misure Sperenza ha precisato che «con il prossimo Dpcm, al quale lavoreremo subito dopo questo passaggio parlamentare, dovremo decidere eventuali e ulteriori misure di allentamento. Su cui oggi ascolterò le valutazioni del Senato e domani della Camera».

Sui viaggi invece il ministro ha spiegato che «uno dei nodi più rilevanti riguarda gli spostamenti internazionali da e verso i Paesi extra Schengen. Il quadro epidemiologico mondiale non offre ancora sufficienti garanzie per una apertura senza regole prudenziali già dal 15 di giugno».

Nel corso della sua relazione il ministro della Salute ha ringraziato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accompagnato da un applauso unanime dell’Aula, per il suo impegno durante l’emergenza coronavirus e per i «suoi appelli a non smarrire le ragioni dell’unità».

Sul fronte della ricerca il ministro ha sottolineato come «non possiamo essere spettatori di un mercato dove si fronteggiano le grandi superpotenze. L’Europa, unita, ha la forza politica, economica e scientifica, per svolgere un ruolo da protagonista in questa battaglia». L’Italia «è stata protagonista di una forte iniziativa in Ue. Con Germania, Francia e Olanda – ha detto – abbiamo costruito un’alleanza di testa per l’approvvigionamento del vaccino per tutti i Paesi Ue» .

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