Inps, i ritardi sulla cassa integrazione: 134 mila lavoratori aspettano ancora il primo assegno

Sono 11 milioni i beneficiari tra bonus e cassa integrazione per l’emergenza Coronavirus. Ma è sulla Cig che ci sono ancora dei ritardi

«Entro venerdì 12 giugno pagheremo tutte le 419 mila domande di cassa integrazione giacenti», così aveva detto il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, durante un’intervista a la Repubblica pubblicata il 7 giugno scorso. A giudicare dai numeri, però, qualcosa sembra non tornare. E mentre le opposizioni non risparmiano critiche alla gestione dell’Istituto, lo stesso diffonde dei dati che aiutano, forse, ad orientarsi meglio.

L’Inps comunica che, sulla base delle domande di integrazioni salariali Covid-19 regolarmente presentate, il numero di lavoratori che non hanno ricevuto almeno un pagamento al 17 giugno sono 134.358. L’Istituto sottolinea però che la maggior parte (108.590) sono domande ricevute a giugno. 25.768 invece i lavoratori che non hanno mai ricevuto almeno un pagamento, relativamente alle domande presentate entro il 31 maggio.

L’Inps spiega ancora che, sulla base di domande regolarmente presentate dopo il 31 maggio, sono in attesa di essere pagati 356.939 lavoratori, i quali hanno tuttavia già ricevuto almeno un pagamento per i mesi precedenti. L’Istituto sottolinea comunque come i pagamenti effettuati siano pari a 5,327 milioni.

In particolare per la cassa integrazione sono stati effettuati 5.327.522 milioni di pagamenti e 4,7 milioni sono stati anticipati alle aziende; per il bonus di 600 euro relativo a marzo e aprile i pagamenti sono stati 4.060.941 milioni, i congedi parentali 464.599, il bonus baby-sitting e campi estivi 451.746. Per quanto riguarda il reddito di emergenza le domande arrivate (al 18 giugno) sono 387.363, quelle per i lavoratori domestici 208.422, quelle per il reddito di ultima istanza 146.623.  

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