Lampedusa, il medico Pietro Bartolo: «L’Italia paga i libici per tenere i migranti nei lager: è il nostro filo spinato» – L’intervista

Europarlamentare in quota Pd ma soprattutto medico. Pietro Bartolo ha salvato migliaia di migranti sulla banchina di Lampedusa e ora si dice disgustato dalla politica (e non solo)

Pietro Bartolo è il medico che, dal 1991 al 2019, ha visitato 350 mila migranti, ha eseguito migliaia di ispezioni cadaveriche e ha assistito a tutti gli sbarchi sulla sua isola, Lampedusa. Lì dove è stata installata anche la porta d’Europa in cui il medico – ci confida – va tutti i giorni: «La guardo, sta invecchiando con me, è sofferente non solo per le intemperie ma anche per quello che stiamo, anzi che non stiamo facendo. Si sta sgretolando».


Una porta che dalla prossima settimana verrà ristrutturata: avviata anche una raccolta fondi. «Da lì ogni giorno penso che il Mediterraneo è diventato un cimitero. Quante bambine, quante donne che saranno lì, sul fondale, dimenticate da tutti. È vergognoso».

ANSA/ELIO DESIDERIO | Il dottore Pietro Bartolo mentre visita una migrante

Gli sbarchi a Lampedusa in epoca Covid

In queste ore a Lampedusa impazza la polemica sugli sbarchi continui, sull’hotspot che “scoppia” e sulla possibilità che i migranti possano essere veicolo di trasmissione del Coronavirus. «Ma quando mai! A Lampedusa gli sbarchi ci sono sempre stati, anche quando Matteo Salvini era al governo. Dice solo stupidaggini, butta fango sui migranti perché non ha altri argomenti e il fenomeno migratorio è per lui una “miniera”».

«Chi lo vota non è cattivo: è solo ingannato, spaventato e terrorizzato dai suoi racconti», ragiona Bartolo. «Dice che i migranti portano malattie e rubano lavoro. Ma ovviamente non è così. Lui è solo uno spacciatore d’odio». Sulla pagina del leader della Lega il post fissato in alto – al momento in cui si scrive – si intitola: «Sbarchi di clandestini infetti, gli italiani ne hanno le scatole piene».

«In un momento di grave crisi economica e con 12 milioni di cartelle esattoriali in partenza a settembre, gli italiani ne hanno le scatole piene di vedere sbarcare nullafacenti e delinquenti, a volte pure infetti. Non vedo l’ora di tornare a far rispettare le regole in questo Paese», scrive l’ex ministro su Facebook.

Il cadavere abbandonato in mare

«I migranti, allo stato attuale, vengono tutti controllati e sottoposti a tampone. Non c’è emergenza, quindi. E poi, mi scusi, che facciamo? Li buttiamo a mare? Quale sarebbe la soluzione della destra italiana? Ricordo che sono persone, non numeri» dice Bartolo. E pensa all’immagine di quel cadavere di un migrante lasciato in mare e mai recuperato.

«A chi fa male una persona morta? Diamogli una degna sepoltura, vi prego. Abbiamo perso il senso della misura e dell’umanità. Di questo corpo non abbiamo saputo più niente, hanno aspettato giorni per decidere chi dovesse recuperarlo. Ma davvero bisogna capire prima se tocca alla guardia costiera italiana, maltese o libica? Portiamolo a terra e basta. Se mi danno la possibilità, vado io a prenderlo».

«Non è vero che non abbiamo il filo spinato, è solo spostato in Libia»

Pietro Bartolo, che prima di tutto è un medico, ha scelto di entrare in politica per far sentire la sua voce «dopo aver visto 30 anni di sofferenze». Lui, però, confida, non ha alcuna intenzione di avallare scelte irresponsabili anche se provengono dal suo stesso partito (è un europarlamentare in quota Pd).

«Dispiace vedere che alla fine abbiano deciso di continuare ad aiutare la Libia, sovvenzionando la guardia costiera libica, quindi dei delinquenti, dei trafficanti che gestiscono i campi di concentramento tra torture, violenze e stupri. Li paghiamo per bloccare lì i migranti e poi diciamo che da noi “non c’è nessun filo spinato”. E certo: lo abbiamo solo spostato più giù. Cuore che non vede, cuore che non duole».

ANSA/ ALFREDO PECORARO | Pietro Bartolo alla porta d’Europa a Lampedusa

Infine non risparmia critiche nemmeno al Pd: «Speravo che ci fosse discontinuità rispetto al precedente governo, mi aspettavo l’abolizione dei decreti sicurezza di Salvini e il non rinnovo del patto con la Libia. E invece niente». E in Europa? «Il Parlamento europeo ha votato a larga maggioranza la riforma del regolamento di Dublino ma il Consiglio ha bloccato tutto perché alcuni Paesi non sono d’accordo. L’Italia, così come la Grecia e Cipro, non devono essere lasciate da sole».

Foto in copertina di repertorio: EPA/Quique Garcia

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