Confindustria torna all’attacco: «Il blocco dei licenziamenti non aiuta la ripresa»

In audizione sul Decreto Agosto alla commissione Bilancio del Senato, la direttrice generale di Confindustria Francesca Mariotti boccia le misure intrapresa finora del governo

Confindustria torna a criticare il Governo per le misure messe in campo per far ripartire l’economia colpita dalla pandemia di Coronavirus. Questa volta a farlo è la nuova direttrice generale, Francesca Mariotti, che in audizione sul Decreto Agosto alla commissione Bilancio del Senato ha espresso ancora una volta i dubbi degli industriali. A partire dal blocco dei licenziamenti che – come è stato già ripetuto più volte da Confindustria – non aiuterebbe la ripresa delle attività.


Ma il giudizio di Mariotti sull’azione di Governo è negativo nel suo complesso. Gli interventi d’urgenza adottati per far fronte all’emergenza Covid, «pur cercando di rispondere a pressanti istanze di ordine economico-sociale e nonostante le ingenti risorse complessivamente stanziate (circa 100 miliardi), non delineano ancora una risposta adeguata alle esigenze congiunturali e a quelle di ripresa e di crescita».

Sotto accusa «la frammentazione degli interventi, i numerosi provvedimenti attuativi non ancora adottati» ma anche ciò che viene descritto come «l’assenza di una chiara visione di fondo». Un messaggio non lontano da quello del capo di Confindustria Bonomi, che in un’intervista data il 24 agosto criticava il governo per i «bonus a pioggia» dati a suo avviso per fini elettorali e la mancanza di misure che affrontassero alcuni problemi di fondamentale importanza, come quello della produttività.

Il divieto dei licenziamenti

Le critiche di Mariotti si concentrano soprattutto sulla proroga al divieto di licenziamenti contenuta nel decreto Agosto, «che non ha eguali in nessun altro Paese del mondo, non ha più ragione d’essere in questa fase, che dovrebbe, invece, essere dedicata a favorire la ripresa delle attività». Secondo la Mariotti rappresenterebbe infatti «un rimedio di dubbia utilità, soprattutto se finisse per ritardare o, addirittura, scoraggiare quegli interventi di riorganizzazione o di ristrutturazione d’impresa e quegli investimenti che potrebbero più rapidamente assicurare competitività e occupazione».

Atteso calo Pil tra -10% e -11%

Ad ogni modo, la nuova direttrice generale di Confindustria introduce un elemento di positività per quanto riguarda il crollo del Pil che a fine luglio Istat dava a -14,3% per il 2020. Dopo il minimo della recessione toccato nel secondo trimestre (Pil -12,8% congiunturale e -17,7% tendenziale), secondo la Mariotti «il terzo trimestre dovrebbe far registrare una variazione positiva, grazie alla risalita dell’attività che è stata a fatica avviata a maggio-giugno». Inoltre, visto che la variazione acquisita del Pil è di -14,7% al secondo trimestre, «con un rimbalzo nei mesi estivi tra l’8 e il 9% avremo, alla fine dell’anno, un calo compreso tra -10% e -11% (tenendo conto di un quarto trimestre debole, intorno allo zero) in linea con le stime del nostro Centro studi».

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