Patrick Zaki è cittadino onorario di Napoli. La decisione del consiglio comunale per chiedere il suo rilascio

Lo studente egiziano, arrestato nel febbraio 2020, si trova ancora in carcere in Egitto. In passato Roberto Saviano aveva proposto di renderlo cittadino italiano

Mentre le autorità egiziane non dicono nulla rispetto alla data dell’udienza di George Patrick Zaki, in Italia qualcosa si muove. Lo studente egiziano in Erasmus all’università di Bologna arrestato nel febbraio del 2020 al suo rientro in Egitto, è diventato cittadino onorario di Napoli. Il consiglio comunale della città ha fatto questa scelta per sostenere la sua causa e chiedere il suo immediato rilascio.


Lettere e rimandi: a che punto è il caso Zaki

La detenzione di Zaki nel carcere di Tora nella periferia del Cairo è stata prolungata di mese in mese senza una chiara scadenza. Da tempo infatti i legali della famiglia chiedono di sapere la data della prossima udienza per Zaki – accusato di aver diffuso informazioni dannose e incitato azioni contro lo Stato per via di alcuni post su Facebook quando si trovava ancora in Italia – senza però ricevere una risposta.

Da quest’estate la famiglia è potuta entrare in contatto con Zaki, incontrandolo – è accaduto per la prima volta in 5 mesi a fine agosto – e scambiandosi qualche lettera. Nell’ultima, Zaki chiedeva di sapere quando sarebbe ripresa l’attività didattica all’Università di Bologna, dove stava studiando per un dottorato.

Quando a fine luglio l’Egitto aveva deciso di prolungare il carcere per Zaki di altri 45 giorni, il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti aveva denunciato su Twitter quella che ha definito «una violazione dei diritti umani», chiedendo al Governo «di attivarsi con l’Unione Europea per porre fine con ogni mezzo a questa detenzione illegale».

Da allora però, il governo – che in passato non si era opposto alla vendita delle fregate militari all’Egitto – non ha dato cenni significativi in tal senso. In passato Roberto Saviano aveva proposto di rendere Zaki cittadino italiano: alla fine ci ha pensato la città di Napoli, scavalcando altre città – tra cui Roma – dove una mozione simile era stata presentata ma non aveva ottenuto l’approvazione da parte del consiglio comunale.

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