Dibattiti, elezioni, passaggio di potere: cosa succede dopo Trump positivo al Coronavirus? Gli scenari

Secondo fonti del New York Times, il presidente e sua moglie sono sintomatici. Si tratta di una notizia che sconvolge la gara per la Casa Bianca e apre a scenari inediti. Ecco quali

Come se la pandemia da Coronavirus, gli scontri e le manifestazioni di Black Lives Matter e la morte di Ruth Bader Ginsburg non fossero abbastanza, la notizia della positività di Donald Trump ha nuovamente sconvolto la campagna elettorale per le presidenziali. Attualmente, sia il vicepresidente Mike Pence sia lo sfidante di Trump, il democratico Joe Biden, sono risultati negativi al tampone. Fonti del New York Times dicono che le condizioni del presidente e di sua moglie, Melania, anche lei positiva al virus, sono stabili. Ma i sintomi – anche se lievi – comunque ci sono e – soprattutto vista l’età di Trump (74 anni) – non possiamo escludere che le condizioni del presidente potrebbero peggiorare. Cosa potrebbe accadere in quel caso? Lo abbiamo chiesto a Gianluca Pastori, docente alla Cattolica di Milano e ricercatore Ispi esperto di Stati Uniti.


Fonti del New York Times dicono che le condizioni del presidente e di sua moglie, Melania, anche lei positiva al virus, sono stabili. Ma i sintomi – anche se lievi – comunque ci sono e – soprattutto vista l’età di Trump (74 anni) – non possiamo escludere che le condizioni del presidente potrebbero peggiorare. Cosa potrebbe accadere in quel caso? Lo abbiamo chiesto a Gianluca Pastori, docente alla Cattolica di Milano e ricercatore Ispi esperto di Stati Uniti.

Professore, fino a quando dovrà rimanere internato Trump?

«Non si sa esattamente ed è abbastanza difficile da stabilire. Al momento non ci sono indicazioni precise in questo senso».

Abbiamo visto che Trump ha dovuto rinunciare a un evento in Florida. Come cambierà la campagna elettorale?

«Sicuramente la campagna in presenza dovrà essere cancellata. Trump in questo caso, come tutti i comuni mortali, dovrà attenersi alla procedure di quarantena. Avrà dunque l’handicap di non poter fare campagna elettorale in presenza quindi dovrà in qualche modo tornare a uno scenario come in primavera e usare le sue scelte politiche come strumento di campagna elettorale».

Secondo lei i prossimi dibattiti presidenziali avranno comunque luogo?

«Per quanto riguarda la campagna televisiva è già più difficile fare pronostici. Ma non dimentichiamo che anche il dibattito televisivo – come quello che abbiamo visto l’altro giorno – è in presenza. Si può pensare che Trump partecipi in collegamento. Ma siamo di fronte a uno scenario completamente nuovo».

Se le condizioni di Trump dovessero peggiorare, si potrebbe interrompere la campagna elettorale ed eventualmente posticipare le elezioni?

«Sinceramente mi sembra uno scenario molto improbabile, anche perché la macchina del voto è già partita. In alcuni casi i cittadini americani hanno già votato, quindi è abbastanza difficile fermare tutto a questo punto».

Anche nel caso di un eventuale decesso del presidente?

«Anche in questo caso ci troveremmo difronte a uno scenario nuovo. Nel caso di una vittoria di un Trump deceduto si porrebbe un problema costituzionale molto importante perché avremmo un vicepresidente che subentra a un presidente morto prima di un’elezione. Credo che in questo scenario, che non possiamo escludere a priori, un ruolo fondamentale verrebbe svolto dalla Corte Suprema».

Esistono precedenti di candidati alla presidenza che hanno svolto la campagna elettorale in malattia?

«Il presidente Wilson ebbe un ictus durante la campagna a favore della rettifica del trattato di Versailles nel 1919 e corse la rielezione del 1920 in condizioni di salute non ottimali. Però, appunto, era la conseguenza di un incidente pregresso. Non mi ricordo nessun caso di presidente che ebbe una malattia grave esplosa durante la campagna elettorale».

Per quanto riguarda i vicepresidenti, il dibattito televisivo avrà comunque luogo?

«Lo vedo molto probabile e, visto anche il modo in cui è andato il dibattito fra i candidati alla presidenza, acquisterà un’importanza particolare. Forse anche nel dibattito fra Pence e la Harris vedremo le proposte politiche più importanti».

Adesso che Trump è malato difficilmente potrà spostare il dibattito dal Coronavirus sui temi a lui più congeniali, come l’economia e l'”ordine e giustizia”. Si tratta di un altro svantaggio?

«Trump dovrà modificare il suo modo di raccontare la vicenda Coronavirus. Mi sembra che in qualche modo abbia già iniziato a usare questa situazione per presentarsi come vicino ai suoi cittadini, anche lui vulnerabile e colpito da quello che è il più grande problema degli Stati Uniti in questo momento. Quindi, paradossalmente, dal punto di vista propagandistico potrebbe essere un colpo di fortuna per il presidente».

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